Leighton Koizumi officia a Bologna il rito pagano del garage punk

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Allievo di Iggy Pop e oggi maestro riconosciuto di arti marziali rock’n’roll, Leighton Koizumi ha officiato sul palco del Freakout di Bologna il rito pagano del garage punk. Insieme a lui sul palco gli abruzzesi Tito and Thee Brainsuckers con i quali l’ex componente di Gravediggers V e Morlocks (oggetti di affezionato culto negli anni Ottanta) aveva inciso nel 2003 l’album “When The Night Falls”, in pieno revival del genere. L’attuale tour italiano festeggia appunto il decennale del disco che viene riproposto nella sua interezza. Un set ad altissima energia, dominato dal cantante americano di origine giapponese insieme a Tito, chitarrista capace di sfoderare riff assassini che rivela anche una voce raschiante al punto giusto nei tre pezzi iniziali prima dell’arrivo di Leighton. I Brainsuckers sparano rock and roll amfetaminico e selvaggio, trascinando a dovere un pubblico adeguatamente scaldato dalle pimpanti schitarrate e dai coretti beat delle Bomb-O-Nyrics, simpatico terzetto di apertura al femminile.

Koizumi sul palco si scatena e si dimena come l’Iguana tra polverosi blues e ritmiche ossessive che sono più o meno le stesse di Bo Diddley e Chuck Berry (a dimostrazione di quanto tutto si riconduca ai padri del rock and roll), basso e batteria pompano diligenti e uno scintillante organo Farfisa riporta direttamente ad atmosfere sixties. Il tutto è tinto di toni dark, a cominciare dalla minacciosa maschera stile Pulp Fiction che Tito indossa per metà concerto, culminato con una devastante versione di “No Fun” degli Stooges. Poi, dopo un assai rinunciabile brano acustico, la galoppata spaccaossa e spaccatimpani riparte, con Leighton che incita la folla al pogo, il divertimento che sale a mille e scuote dalle fondamenta un’altra notte in questo locale che va affermandosi come una delle realtà importanti dell’underground bolognese.

Paolo Redaelli


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