Pornhub lancia la sua etichetta discografica

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Una frase che mio nonno mi diceva sempre è: «Se nella vita vuoi il guadagno sicuro, devi fare il becchino». Certo, capisco il suo punto di vista ma è anche vero che lui era nato e cresciuto in un’epoca in cui Pornhub non esisteva e nessuno poteva aspirare a diventarne il CEO. Perché se i profitti della pornografia online non fossero alti, i vertici del sito non si potrebbero permettere l’apertura di una casa discografica propria. E vi giuro che l’hanno fatto. Tanto che stanno già cercando qualcuno che trovi a tutta l’iniziativa una sorta di “sigla”.

In realtà non è la prima bravata che i manager di Pornhub (davvero esistono?) si concedono: dopo il tentativo di introduzione dei titcoin (valuta virtuale che converte il seno in moneta) avevano tentato la svolta per il sociale salvando gli alberi in Arizona ogni migliaio di visualizzazioni e diottrie perse. Ma evidentemente non bastava, visto che adesso hanno ben pensato di iniziare a produrre canzoni. Oddio, non è più ossimoro di Paris Hilton che fa la deejay, ma in questo caso il connubio figa-musica ha raggiunto lo step successivo.

Il risultato potrebbe essere catastrofico quanto totale: ve lo immaginate un cd della vostra cantante preferita (ammesso che non sia Gianna Nannini) in cui sono inclusi albi osé della stessa in pieno stile Fappening? E, tutto questo, nella legalità di non violarne nemmeno lo smartphone.
Indipendentemente dalle mire più o meno onanistiche che si possono avere, l’introduzione di un nuovo colosso della musica potrebbe dare respiro ad un mercato in cui per prime le major faticano ad investire e le etichette indipendenti annaspano. Ma, soprattutto, aumentare la visibilità di pezzi che altrimenti passerebbero inosservati. Vogliamo ricordare i Rammstein con la loro “Pussy” dalle centinaia di migliaia di visualizzazioni? Il rischio è solo la strumentalizzazione del sesso come medium; che poi, più o meno, è il pane di ogni pubblicitario con poca iniziativa.
Intanto per ora sono solo previsioni che, senza fatti a supportarle, rimangono fantasie. Io, comunque, un po’ ci spero in un mondo in cui, appena finisco di ascoltare la musica, cancello la cronologia. Pornhub, facci sognare.


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