Music Attitude

dEUS in Italia

Dopo il tutto esaurito delle 3 date italiane di fine Novembre riecco a grande richiesta in Italia gli alfieri del rock belga: MERCOLEDI’ 3 MAGGIO 2006 FIRENZE – FLOG, GIOVEDI’ 4 MAGGIO 2006 NONANTOLA (MO) – VOX CLUB, SABATO 6 MAGGIO 2006 TORINO – HIROSHIMA, DOMENICA 7 MAGGIO 2006 RONCADE (TV) – NEW AGE CLUB

I dEUS sono tornati. Il millenio si è chiuso nel 1999 con il loro sublime terzo album "the ideal crash" e un tour europeo sempre sold out. Poi tutti i componenti del gruppo hanno seguito progetti individuali: Tom Barman – leader e fondatore dei dEUS – si è dedicato alla regia realizzando "any way the wind blows", suo film di debutto. Visti gli impegni sembra quasi un miracolo che la band sia già tornata con un nuovo album.
Tutto ha inizio ad Anversa nel 1994. La scena belga è vivace, per ogni musicista ci sono almeno cinque gruppi in cui suonare, i progetti si intrecciano, la passione per tutto quanto è alternativo e underground è l’elemento in comune e il motore di tutto. I dEUS nascono dall’incontro tra Tom Barman, chitarra e voce e Stef Kamil Carlens, bassista all’epoca già impegnato in due progetti: i Beta Band e Moondog jr, poi divenuti Zita Swoon. Ai due si aggiungono Julles de Borgher alla batteria, Rudy Trouvè alla chitarra e Klaas Janzoons al violino.

Il loro album di debutto arriva nel 1994: "worst case scenario" viene anticipato dal singolo "suds & soda" che diventa immediatamente un inno ("friday-friday!") e proietta il gruppo sulla scena indie della metà degli anni 90. Il tour promozionale raccoglie attorno ai dEUS fans sempre più appassionati e i cinque diventano un vero e proprio fenomeno, riuscendo ad uscire dai confini belga. Nel 1996 esce "My sister = My clock", esperimento coraggioso che raccoglie piccoli spezzoni sonori e nessuna canzone tradizionalmente intesa. L’ep viene presentato dal gruppo come una "immaginaria colonna sonora". E’ a questo punto che il chitarrista, Rudy Trouvé, decide di lasciare il gruppo perché la vita in tour stava diventando troppo pesante. Rudy viene sostituito dallo scozzese Craig Ward che suonerà con il gruppo nei successivi due album: "in a bar under the sea2 del 1996 – prodotto da Eric ‘Drew’ Feldman, veterano della Captain Beefheart Magic Band e collaboratore anche di Pj Harvey's e dei Pixies, e in "the ideal crash" del 1999 che ha fatto guadagnare ai dEUS la stima di gruppi della caratura di Radiohead e REM. Le tournée saranno tutte sold out, con concerti che diventano veri eventi, incendiari e travolgenti. E’ qui che la storia sembra fermarsi di colpo.
Eccezion fatta per la raccolta di singoli "no more loud music" (2001) i dEUS rimangono in silenzio fino ad oggi. Tornano ora con un nuovo album e una nuova line up: alla batteria troviamo Stéphane Misseghers (ex Soulwax), al basso Alan Gevaert (ex Chris Withley & Arno) e alla chitarra Mr Mauro Pawlowski (ex leader degli Evil Superstars e dei Mitsoobishi Jackson, per citare solo le ultime tra le sue innumerevoli incarnazioni). Il quarto album dei dEUS, "pocket revolution", dimostra che i cambiamenti rimangono la vera costante e la vera fonte d’ispirazione per il gruppo.  E a dimostrazione del fatto che i dEUS non sono capaci di fermarsi un attimo a metà marzo ci regalano un nuovo progetto, l'EP "what we talk about (when we talk about love)" – 4 tracce e un inedito… sorprendente. Conoscendoli non poteva essere altrimenti!

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