Music Attitude

Il 2009 e il rock come capro espiatorio dei “peccati”

Teatro degli Orrori 2009

Come già successo in passato, anche questa volta Outune.net si limita ad illustrare fatti di cronaca dal punto di vista oggettivo, senza esporre, quando possibile, un’opinione. Questa volta è il turno di una “rassegna stampa” dell’edizione della provincia di Treviso del Gazzettino, il quotidiano più letto del Nordest.

A pagina 32 dell’edizione del 17 novembre 2009 vi è un articolo esauriente e di qualità, nel quale viene presentato “A sangue freddo”, nuovo disco del Teatro degli Orrori (La Tempesta/Universal) uscito il mese scorso, e l’imminente data di supporto che si terrà al New Age Club il prossimo 20 novembre. L’articolo inizia citando un breve passaggio di “Padre Nostro”, canzone di protesta nata utilizzando la nota preghiera come base contenuta in questo album, e che viene definita

Un testo forte, che inizia proprio con la prima parte della preghiera cristiana, per passare poi all’attualità e diventare un grido drammatico contro le ingiustizie, le guerre, la fame, le morti sulla strada.

Per dei motivi ignoti, il significato di “Padre nostro” viene frainteso e, in prima pagina, compare un titolo e un breve testo di presentazione (contenente anche un riferimento alla recente “questione crocifissi”) che stravolge totalmente il senso di un articolo, nato per presentare una delle band più valide del panorama italiano. Il risultato di questa pagina, che potrete vedere qui sotto, è che il lettore medio vedrà in questo valido act la classica band “satanista” che cavalca l’anticristianesimo per fare successo tra i giovani, ripresentando il confronto tra musica e religione.

 

Gazzettino di Treviso 17 11 2009

Ci limitiamo solamente ad esternare il nostro stupore nel vedere la stampa, sempre in cerca dello scoop gratuito da ottenere e vendere, ricorrendo allo stravolgimento della realtà se necessario, presentare il rock nel 2009 come il capro espiatorio dei “peccati” delle persone. Quella musica, che da sempre è veicolo della protesta e della “trasgressione”, ancora oggi viene vista come il male assoluto. Quello che possiamo fare è solamente scuotere un po’ la testa e rimanere perplessi di fronte a questi fatti. A voi, però, il ruolo di giudicarli.

Link all’articolo:
http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=39334&Data=20091117&CodSigla=TV

Nicola Lucchetta

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