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Alison Matter What Is Real

Da un piccolo centro campano della provincia di Caserta, Capua, decisamente non sulla bocca di tutti ma che a ben vedere presenta una notevole storia e una indubbia qualità artistica, provengono gli Alison Matter. Il gruppo, che si autodefinisce “rock“, è composto da 5 elementi: il vocalist Luigi, le chitarre Mirko e Temistocle e la sezione ritmica di Vincenzo (basso) e Ferdinando (alle pelli) ed è di recente fondazione, ovvero del 2002. Gli AM si propongono al panorama musicale italiano con una spiccata autocoscienza: in soli sei anni hanno già partecipato a una compilation, suonato live intensivamente e sono stati pure inseriti nell’ “esercito” del Cornetto Music Festival. Esattamente come recita la loro autobiografia (e qui parlo di autocoscienza), la proposta musicale della band è essenzialmente un rock con evidenti influenze grunge e post-grunge. Confermo, tali evidenze si notanto innanzitutto nelle ritmiche e nel suono delle chitarre (rigorosamente elettriche, s’intende).

L’opener “A Change Of Season” si fa subito notare per il suo incedere aggressivo, deciso ma che non disconosce la melodia, soprattutto nel refrain. La convinzione e l’energia degli Alison Matter, in questo primo brano del lotto proposto, è già stupefacente, non fosse che per una nota negativa ovvero cioè le linee vocali. La voce di Luigi risulta troppo prigioniera dell’eredità di Kurt Cobain, cercando di “gracchiare” e cercare un suono sporco a tutti i costi che intacca gli altri musicisti della band, forzando il brano in una direzione grunge quando altrimenti, almeno a livello strumentale, sarebbe concepito per andare oltre quei limiti. La prestazione strumentale, comunque, è molto buona. Le atmosfere si rilassano col pezzo seguente “What Is Real” e “4 U“. Le danze terminano con “Melodiva“, di cui è stato realizzato un video con foto della band che accompagnano le dolci melodie. Bello l’arpeggio musicale iniziale, belle le armonie e le melodie create: fanno capolino, neanche troppo timidamente, gli Afterhours e i Marlene Kunz, che sono sicuramente le due realtà musicali italiane più influenti del momento, soprattutto su chi ha scelto di dedicarsi a queste sonorità alternative con cantato in italiano. Tiriamo le somme: i casertani ci sanno fare, hanno le idee e le capacità tecniche e hanno una buona energia. Ci sono però due note negative. La prima è la voce, tecnicamente non ci siamo, la seconda un’eccessiva dipendenza dall’eredità grunge e dalle band connazionali sopra citate. Il mio augurio per gli Alison Matter è quindi quello di progredire sempre di più e di mantenere questo livello esecutivo e questa energia molto evidenti e apprezzabili.

Manuel Ghilarducci

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