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Billy The Kid – Horseshoes & Hand Grenades

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Billy The Kid. Chi è Billy The Kid? Tralasciando risposte storico-wikipediane della serie è stato un criminale statunitense”, Billy The Kid è una musicista canadese, solista e front(wo)man della punk band Billy and The Lost Boys. “Horseshoes & Hand Grenades” è il suo quarto album, dopo i primi LP indipendenti e frutto di lunghe raccolte fondi per finanziarli, nato dall’incontro con Frank Turner, produttore del disco.

Lo stile è vario, e fonde le diverse influenze derivate dalle esperienze musicali dell’artista: il lato più rock, e quello da songwriter. Il risultato è un ottimo amalgamarsi di pezzi carichi e ballad. La più toccante delle quali è probabilmente “Chelsea Rose”, drammatico racconto ispirato a vicende realmente accadute, l’omicidio di un’amica nel corridoio dello stesso locale dove per anni si è esibita. L’apertura è “a cappella”, la chitarra acustica si unisce dopo la prima strofa, ma la voce rimane protagonista indiscussa. “This Sure As Hell Ain’t My Life” è uno dei pezzi più interessanti del disco, complice anche il duetto con Frank Turner, che contribuisce a narrare la storia di una coppia che si sfalda, due persone che non si riconoscono nella vita che le circonda. “Lord Let Me” tra una batteria incalzante e le chitarre elettriche, ricorda la nonna irlandese e il nonno inglese, e le difficoltà che dovettero affrontare, il pressante desiderio di fuga, di libertà. “Phone Bills”, che apre il disco, è una delle tracce più energiche insieme a “Back To You”. Il lato folk emerge invece con forza in “Thoroughfare”, che come “Chelsea Rose” è suonata in solitaria. “Virginia” ha quel sound da strada polverosa, americano (sì, lei è canadese, e quindi? Neil Young non ha insegnato nulla?). “Walkin’ Around Hotel Blues” infine è un pezzo più leggero, musicalmente allegro, dall’apertura con un’armonica e una risata all’agrodolce ritornello <<Me ne sto seduta in questo hotel, pensando di averne avuto abbastanza […] portami a casa>>.

Billy The Kid scrive ottime canzoni. Suona una miriade di strumenti, tra le varie cose fu anche batterista nella migliore cover band dei Ramones di Vancouver, ed è ispirata. Non solo, è anche a sua volta una grande fonte di ispirazione per chi sogna di diventare musicista nella vita, essendo la dimostrazione vivente che si può sopravvivere alla gavetta, a mille ore di macchina a settimana per suonare in giro, ai dischi autoprodotti e autofinanziati. E quando hai il talento, e la determinazione, fare colpo su Frank Turner è la ciliegina sulla torta. Ascoltare per credere.


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