[Dance Pop] Lady GaGa – The Fame (2009)

 

Just Dance  – LoveGame – Paparazzi – Poker Face – Eh, Eh (Nothing Else I Can Say) – Beautiful, Dirty, Rich – The Fame – Money Honey – Starstruck – Boys Boys Boys – Paper Gangsta – Brown Eyes – I Like It Rough – Summerboy – Disco Heaven

http://www.ladygaga.com/
http://www.universalmusic.it/

Un’altra giovane stella nasce nel firmamento delle popstar, e questa sembra destinata a lasciare il segno. Pur non avendo una voce tecnicamente eccezionale (una Katy Perry se la mangia) e pur non essendo una bomba sexy (sotto tutti quegli effetti speciali ci sta una ragazza pure un po’ chiattina), miss Stefani Joanne Angelina Germanotta, in arte Lady GaGa, ha uno stile unico e grinta da vendere. A soli 22 anni, la scatenata newyorkese non è certamente una sprovveduta, anzi ha un gran curriculum: ha fatto le scuole giuste (New York University of Art), ha frequentato gli ambienti giusti (locali nel Lower East Side di NY tra drag queen e go go dancer), il look se l’è creato lei, le canzoni se le scrive lei e anzi ha già messo la sua penna al servizio di gente come Britney Spears, Fergie e le Pussycat Dolls.

The Fame è concettualmente un normalissimo disco di dance pop per le masse americane (vedi Rihanna), ma che ha il punto di forza in sonorità non molto canoniche per il genere. La nostra sfoggia un sound inusuale con molti effetti da dance europea anni ’90 che, accoppiato ad un’immagine decadente chic talmente sopra le righe da risultare simpatica, ha fatto breccia tra ragazzine modaiole, ragazzini eccitati, amanti del pop e della dance in generale. Più commerciale e meno estrema di una Peaches, più originale di una Katy Perry, più cattiva di una Rihanna. Ha avuto pure la fortuna di anticipare casualmente il nuovo look di Christina Aguilera, scombussolando i piani della diva, e ricevendo pubblicità gratuita.
Il disco è spinto dai singoli ‘Just Dance’ e ‘Poker Face’, e proprio i pezzi con questo stile più tamarro fanno la differenza. Non ci sono mai cali, anche quando si passa a esperimenti più rock (‘The Fame’), linee vocali più anni ’80 (‘Boys Boys Boys’) o pop più tranquillo (‘Eh Eh’). L’album forse risulta un po’ scontato quando osa di meno: alcune scelte saranno state fatte per giocare un po’ sul sicuro e per dimostrare la versatilità di Lady GaGa, ma sentirla fare la Aguilera in ‘Again Again’ o Pink in ‘Brown Eyes’è forse un po’…limitativo.
La ragazza comunque sembra non avere paura di nulla e ha davanti a sé mille possibilità: vedremo se ‘Po po po poker face’ rimarrà una one hit wonder o se Lady GaGa riuscirà a rinnovarsi e stupire ogni volta come Madonna o un David Bowie al femminile.

Marco Brambilla

 

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