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David Guetta – Nothing But The Beat

David Guetta Nothing But The Beat Recensione

Monsieur Guettà (come immaginiamo lo chiamino i suoi compatrioti) è un cagnaccio.

Musicalmente, si intende. Però ha le idee chiare, il che non è poco. Teoricamente il DJ/produttore francese dovrebbe essersi sistemato per la vita, grazie alla sua collaborazione con i Black Eyed Peas su “I Gotta Feeling”. E invece, forte del successo delle sue ultime produzioni (su tutte “One Love” e “Sexy Bitch”), piazza un nuovo – doppio – album, sintesi del Guetta-pensiero. Come a dire: batti il ferro finché è caldo.

Il nuovo “Nothing But The Beat” presenta un disco di sola musica elettronica, figlio delle radici house di David, e un disco di dance commerciale, in linea con gli ultimi successi. Un fiume in piena di 90 minuti che non smette un secondo di martellare; il guaio è che a volte martella nei posti sbagliati. Il cd esclusivamente strumentale sarà anche divertente ma oh, ci fosse qualcosa di originale o un beat nuovo! Non cala mai di ritmo, ok, ma butta dentro praticamente lo stesso giro di synth in riciclo continuo, e il tutto sembra un frullato ipervitaminizzato dei Daft Punk periodo “Discovery” (ad esempio “The Alphabeat” e “Toy Story”) con qualche sonorità tamarra moderna dalla house agli 8-bit.

Il cd pop è quello più atteso dal pubblico mainstream e ricalca gli ultimi singoli di successo. Un’altra parata di ospiti come guest vocalist in un’orgia di autotune e brani da discoteca in spiaggia o aperitivo in piscina. Spegnere il cervello e ballare a manetta, anche se è una pop dance che ricicla paro paro prodotti simili di Rihanna, Enrique Iglesias e Black Eyed Peas e inizia già a puzzare di vecchio. Gli ospiti ormai sono sempre gli stessi come Nick Minaj, Taio Cruz, Usher, Snoop Dogg e will.i.am. I pezzi più memorabili sono già usciti come singoli (“Where Them Girls At”, “Little Bad Girl” e “Without You”), il resto aggiunge poco ma è un onesto divertimento da spiaggia…e qualche volta spararsi un McDonald musicale non fa per niente male.

Singolare, comunque, come per scrivere “Hey girl, you’re my B girl/C girl, I’ve got this D girl/don’t need to spell it out, I’ll make it easy/I just wanna F-F-F” ci siano volute 6 persone…mai dare per scontate le cose più semplici.

Marco Brambilla

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