[Electronic] Dave Gahan – Hourglass (2007)


Saw Something – Kingdom – Deeper + Deeper – 21 Days – Miracles – Use You – Insoluble – Endless – A Little Lie – Down

http://www.davegahan.com
http://www.virginrecords.com/

A chi potrebbe servire un disco solista di Dave Gahan? A Dave Gahan, senza dubbio; giusto per appagare la sua creatività che, a detta sua, non troverebbe abbastanza sfogo nei Depeche Mode. E poi? Ai fans dei Depeche Mode? Non a tutti però, dato che la stragrande maggioranza di loro ben sa che i pezzi li deve scrivere Martin Gore e basta.

La prima grande differenza rispetto al precedente lavoro solista Paper Monsters (2003) è stata la scrittura dei pezzi: al posto del chitarrista Knox Chandler i pezzi sono stati scritti insieme al batterista turnista dei Depeche, Christian Eigner, il che ha portato un drastico cambiamento di rotta al sound. Si è passati infatti da avanzi dei Depeche Mode con qualche chitarra in più ad avanzi dei Depeche Mode con qualche percussione elettronica in più. Dave non cerca infatti di proporre qualcosa di nuovo , ma di offrici semplicemente la sua visione di musica elettronica. Il che non è poi così male, a patto di accettare un simil-Depeche Mode meno colto. La produzione è molto buona, così come la ricerca dei suoni: sotto questo punto di vista l’album ha diversi strati di elettronica ben costruiti e che non scadono mai nel banale. L’aspetto lacunoso, ma pensa un po’, è quello del songwriting. Ok tutti i discorsi da intervista ‘è un album personale’, ‘intimista’, ‘minimalista’…ma certe lagne come ‘Miracles’, ‘Insoluble’ e ‘Down’ sono difficili da sopportare. ‘Deeper + Deeper’ e ‘Use You’ riportano la formula già sperimentata del Gahan più sporco e abrasivo e meno crooner, ‘Endless’, se si vuole sopportarla, porta in un discreto viaggio trance. I pezzi più orecchiabili sono quelli che ricordano in maggior misura le atmosfere anni ’80 come il primo singolo ‘Kingdom’ (molto buono) e ‘A Little Lie’.

Con Paper Monsters Dave riuscì ad incassare qualcosa grazie soprattutto alla mancanza dei Depeche Mode e del loro precedente Exciter (2001) in verità piuttosto deludente; a questo giro Dave ha avuto il coraggio di non buttarsi su facili melodie (ma le due in croce che ha tirato fuori non sono male) ma di sperimentare a modo suo con l’elettronica. A volte porta molto vicini al sonno profondo, ma ha un paio di colpi di coda ed è buono se si vuole creare un certo tipo di sottofondo.

M.B.

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