Finley Fuoco E Fiamme

finley cover

Finalmente i Finley con “Fuoco E Fiamme” mostrano il loro vero volto. Ed è un volto molto meno stereotipato di quanto si potesse immaginare: quello di una band che ha smesso del tutto i panni del gruppino innocuo costruito per esigenze di marketing ai nefasti tempi di “Tutto è possibile”, che ha iniziato a dare segni di vita propria qua e là su “Adrenalina” e che ha lanciato chiari segnali nel bistrattato “Fuori”, che ha segnato la dipartita dei ragazzi da major e santi protettori.
“Fuoco E Fiamme” può essere considerato (d’altra parte lo dicono loro stessi) il primo disco di una nuova era per i Finley. Intendiamoci, non è esente da difetti e senza qualche filler di troppo, con dei rischi in più, avremmo potuto azzardare il top record, ma è un ottimo lavoro, onesto, sincero, carico e chiaro indicatore di un gruppo che sa suonare e che vuole giocarsi le proprie chance alla luce del sole. Ci sono ancora le melodie e la semplicità che ha permesso loro di uscire dall’anonimato a suo tempo, ma c’è l’impatto, la grinta e il sound di una rock band che canta in italiano e ha voglia di convincere anche i detrattori aprioristici che una possibilità se la merita.

I primi cinque pezzi sono tutti importanti: si va dalla velocità di “Fuego” agli up tempo dell’opener (miglior chorus e pre-chorus del lotto) e della titletrack, dalla nervosa e coinvolgente “La Mia Generazione”, al folk rock con Bennato di spessore assoluto e che può davvero diventare una hit. La ballad spezza il disco a metà e non lascia il segno, idem dicasi per “Eva”. “Un Giorno Perfetto” e “Stella Polare” hanno entrambe una struttura pop/rock abbastanza internazionale, sono semplici e solari ma forse troppo lineari. Buone invece “Bonnie e Clyde” (swing rock che mostra come la band abbia voglia di osare – deve e dovrà farlo perché le potenzialità ci sono eccome – anche dove prima magari non poteva spingersi), “Fantasmi” (manata in faccia finale con anche il quasi breakdown conclusivo) e “Neve” (il pezzo più sperimentale del lotto, atmosferico ed elettronico, avrebbe forse potuto durare più a lungo).
“Fuoco e Fiamme” è la miglior release dei Finley di sempre, una base di (ri)partenza importante e necessaria per una band che può sicuramente evolvere ulteriormente nei prossimi anni. Da ascoltare senza paraorecchie, hanno 26 anni e considerato quella che è la proposta media delle nuove leve della musica leggera nazionale, i Finley AD 2012 sono tanta roba.


YouTube

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.