[Pop] Cosmo Parlato – Soubrette (2009)

 

Soubrette – Savoir Faire – Napoli – Lezioni d’amore – Agguato a Marrakech (feat. Enrico Ruggeri) – Nel mio cielo – Sabrina – Via Toledo – Albatros – Perché tutto muore – Agguato a Marrakech – Via Toledo (Alternative version)

http://www.myspace.com/cosmoparlato
http://www.carosellorecords.com/

Con “Soubrette” Gennaro Cosmo Parlato si presenta al pubblico italiano con un album interamente di brani inediti. L’artista napoletano dopo aver fatto uscire due cd di cover “Che cosa c’è di strano?”, “Reminders”, e aver duettato con il rapper pugliese Caparezza nel brano “La mia parte intollerante”, in questo nuovo lavoro sembra volersi spogliare di tutti i trucchi di scena per parlare con sincerità di se stesso.

Il disco è musicalmente un enorme omaggio alle sonorità anni ottanta pop ed elettroniche, e ciò si nota  subito dalla titletrack “Soubrette”, che rimane subito in testa con il suo ritornello orecchiabile; il testo è invece un’ ironica  accusa alle tante “regine dell’estate” il cui rapido successo è direttamente proporzionale alla velocità con la quale spariscono. A rendere la proposta di Cosmo Parlato interessante è l’alternarsi e il contrapporsi dell’uso dell’elettronica a versi che raccontano storie intime di personaggi comuni o dell’artista stesso, come per il primo singolo estratto: “Lezioni d’amore”, caratterizzata da un coinvolgente beat elettronico, l’intensa “Nel mio cielo”, una canzone sull’amore omosessuale, oppure “Sabrina”, dal sapore dance nel ritornello. Ferma un po’ il ritmo piacevole l’arabeggiante “Agguato a Marrakech” che vede ospite sul disco Enrico Ruggeri e che racconta una vicenda di spionaggio.

Epica e intensa è invece “Albatross” dedicata alla cantante italiana Giuni Russo, uno degli episodi più riusciti del disco insieme alla traccia finale “Perché tutto muore” (di Maria Pia Tuccitto), dove insieme al pianoforte, la voce di Cosmo è la vera protagonista.

Consiglio questo disco a chi come me non hai mai smesso di ascoltare la musica elettronica anni ottanta ma anche a chi sa apprezzare il cantautorato scevro da ogni pregiudizio.

Renato Ferreri 

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