[Pop] Sting – If On A Winter’s Night… (2009)

 

Gabriel’s Message – Soul Cake – There Is No Rose Of Such Virtue – The Snow It Melts The Soonest – Christmas At Sea – Lo How A Rose E’er Blooming – Cold Song – The Burning Babe – Now Winter Comes Slowly – The Hounds Of Winter – Balulalow – Cherry Tree Carol – Lullaby For An Anxious Child – Hurdy Gurdy Man – You Only Cross My Mind In Winter

http://stingwintersnight.com/
http://www2.deutschegrammophon.com/

“Ed ora dove mettiamo il CD di Sting?”. La domanda non è di facile risposta dato che, come spesso accade, essa ha a che vedere con la classificazione delle cose e, più difficile ancora, con quella delle idee, delle sensibilità e delle emozioni.

E’ un disco dedicato all’inverno, l’ultima fatica di Sting. La sua voce così personale affronta, in questo caso, temi cari a scrittori, musici, poeti e, aggiungerei, santi. La luce e l’oscurità, la nascita e la morte, il fuoco che avvicina gli uomini al calore protettore e la solitudine dei cuori. E ancora: il tempo della festa conviviale e quello, opposto, col suo carico di nostalgie e, in tanti casi, di tristezza.

Ma c’è anche la nascita di Cristo, fatto-mito fondante di questo mondo d’oggi, che va ad innestarsi sui riti pagani ed ancestrali di vita e di morte, legati al ciclo delle stagioni, quando il sole -e il morale- sono così bassi all’orizzonte che non possono che risalire. Di nuovo in circolo: nascita, morte, risurrezione.

E’ curioso come gli estremi, più che toccarsi, in questo lavoro, si sfidino. Ed è nel mezzo di questo duello di opposti, che si pone l’artista, novello Demiurgo platonico, tra l’umano ed il divino, tra la Terra malata ed imperfetta e l’Universo puro e cristallino che inizia proprio “al di là della Luna”.

Abbandonando i panni della pop-star Sting si ripropone, in versione acustica, in una dimensione etimologicamente popolare, cercando, tra consolazioni religiose e miti tribali, un senso all’esistenza.

Versi del profeta Isaia, metafore della rosa (Vergine e Cristo ma anche corpo ed anima dell’amata), antiche arie dalle isole britanniche, cantilene medioevali e mottetti natalizi, temi da Johann Sebastian Bach, Henry Purcell, Franz Schubert, una poesia di Robert Louis Stevenson uniti a spunti personali fanno di questo CD una riflessione profonda sull’ “inverno del nostro scontento”.

Apprezzo come l’artista riesca a sfiorare abissi di retorica senza mai scivolarci dentro, complici un gruppo di eccellenti collaboratori alcuni dei quali autentici cultori del genere. Indubbiamente un CD che si ascolta -e si riascolta- con estremo piacere. E per rispondere alla domanda iniziale: sistemiamo, senza dubbio alcuno, “If on a Winter’s Night” sullo scaffale delle cose belle.

Marco Lorenzo Faustini

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.