[Ska] Bastila – Bastila (2009)

 

You Can’t Catch Me – The Slacker – Jackie Boy – Takin’ Over – Heart (Don’t) Beat – Ghosts – Come Out And Fight – What The Jester Saw – Nothing To Tell – Dead End Town – Bring Me The Head

http://www.sundaybest.com
http://www.myspace.com/bastilamusic

“Nessuno di noi ascolta ska”, affermano i Bastila nella loro bio, e nessuno di noi se la sente di contraddirli, visto che lo ska è ormai da tempo, fra i generi musicali,  il fratellino povero da nascondere in soffitta, di cui non fare parola con nessuno. Giù quindi a parlare di Stone Roses, Captain Beefheart e Pink Floyd, anche se poi il risultato raggiunto con più facilità in questo debutto altro non è, per buona parte del disco, che un ottimo ska venato di mod e motown, a volte più vicino alla patchanka dei Mano Negra (in “You Can’t Catch Me”), a volte allo ska-punk (in “The Slacker”), guidato spesso da una tromba che sta a metà fra i riff di genere e le attitudini tex-mex ed un po’ caciarone di gruppi come i Cake.

E’ nella seconda metà dell’album che la posta in gioco cambia notevolmente: in “Ghosts” i toni si rarefanno per prendere una piega quasi ambient, “Come Out And Fight” vira allo stomp e “Nothing To Tell”, il pezzo più completo ed interessante dell’album, si divide fra la marzialità di un rullante, lo straniamento di un dub e un ritornello che più pop non si può, dando una conferma ultima delle capacità di questa band. 
La finale “Bring Me The Head” parte promettendo bene, con un riff di chitarra che più blues non si può, ma poi vira all’ambient, scivolando su di uno stucchevole ritornello pop che forse è l’unica pecca dell’album, che arriva purtroppo ad un minuto e mezzo dalla chiusura.
 
La sicurezza sui rispettivi strumenti e l’intuito per gli arrangiamenti sono qualità che i Bastila posseggono in misura molto più ampia rispetto ai loro coetanei, ma forse proprio per questo a volte cadono nella trappola della voglia di stupire, dando l’impressione di mettere più carne al fuoco possibile pur di dimostrare di che pasta sono fatti, senza rendersi conto che non è certo il numero di citazioni e di influenze rintracciabili in un album quello che lo farà passare alla storia. Possiamo perdonarlo, un errore così, a dei ragazzi al loro primo album.

Francesca Stella Riva

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