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[Black Metal] Gorgoroth – Quantos Possunt…

 

[Black Metal] Gorgoroth – Quantos Possunt Ad Satanitatem Trahunt (2009)

Aneuthanasia – Prayer – Rebirth – Building A Man – New Breed – Cleansing Fire – Human Sacrifice – Satan/Prometheus – Introibo Ad Alatare Satanas

www.gorgoroth.info
www.regainrecords.com

Ultimamente dei Gorgoroth si è parlato molto, ma le chiacchiere su di loro raramente hanno toccato l’ambito musicale. Si è preferito concentrare l’attenzione sul gossip che un personaggio contorto come Gaahl attirava su di sé, senza dimenticare la battaglia legale fra quest’ultimo e Infernus per il possesso dei diritti della band. Controversia che è durata fino a Marzo 2009, quando la corte federale di Oslo ha riconosciuto ad Infernus la legittima proprietà di tutti i diritti riguardanti i Gorgoroth, utilizzo del nome compreso.

Così questo “Quantos…” – i titoli pseudo latini potrebbero evitarli ogni tanto – è in tutto e per tutto un ritorno all’antico. Fuori Gaahl e King Ov Hell, dentro gli storici Pest e Tormentor, e la musica scaturisce di conseguenza. Fredda, grezza, tagliente e minimale, puro ‘true norwegian black metal’ da manuale. Un lavoro che potrebbe esser stato composto nel 1993, anno più anno meno. Riff e struttura dei brani ricalcano palesemente quelli dei primi tre dischi, la voce di Pest è sempre la stessa (su questo nulla da obiettare, ottima prova la sua), e l’unico elemento che potrebbe costituire un fattore di ‘novità’ per i vecchi fan è dato dalla lentezza dei pezzi, quasi tutti mid – tempo, avari di blast beat e molto distanti dalla frenesia dei Gorgoroth classici. Spesso sembra di star ascoltando un “Antichrist” a velocità dimezzata.

Nel complesso l’album è discreto, le atmosfere sono arcigne al punto giusto, i pezzi non si somigliano troppo l’un con l’altro e sanno proporre qualche cambio di ritmo interessante. I nostalgici più intransigenti non storceranno il naso e saranno in grado di apprezzarlo, seppur moderatamente. Per tutti gli altri non c’è molto da salvare: le idee sono logore e rugginose, la ferocia si è affievolita notevolmente rispetto ai primi dischi, alcuni episodi paiono anemiche riletture di vecchi classici del black metal anni Novanta (“Prayer” e “Cleansing Fire” su tutti), e dopo un paio d’ascolti senti il bisogno irrefrenabile di rimettere nel lettore “Under The Sign Of Hell”.

I cd con Gaahl alla voce erano sicuramente criticabili in certe soluzioni, tuttavia avevano molta più personalità di “Quantos…”, che non risulta del tutto riuscito neppure come pura operazione retrospettiva, e solleva parecchi dubbi riguardo alla carriera futura di questi vecchi nuovi Gorgoroth.

Stefano Masnaghetti

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