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[Black Metal] Moonspell – Under Satanae (2007)


Halla Alle Halla Al Rabka Halla (Praeludium/Incantatum Solistitium) – Tenebrarum Oratorium (Andamento I/Erudit Compendyum) – Interludium/Incantatum Oequinoctum – Tenebrarum Oratorium (Andamento II/Erotic Compendyum) – Opus Diabolicum (Andamento III/Instrumental Compendyum) – Chorai Lusitânia! (Epilogus/Incantatam Maresia) – Goat On Fire – Ancient Winter Goddess – Wolves From The Fog – Serpent Angel

http://www.moonspell.com/
http://www.spv.de/

"Under Satanae" è il remake dei primi demo del periodo 1992/94, ovvero "Under the Moonspell", "Anno Satanae" e la song "Serpent angel", l'unica composta sotto il monicker Morbid god. Viene da sé che il nome scelto per questo lavoro è proprio la fusione dei titoli delle due demo, e anche la copertina ricorda molto da vicino l'artwork di "Under the Moonspell", vecchio magnifico logo compreso.
Normalmente sono abbastanza scettico verso questo tipo di operazioni, ed ero a maggior ragione dubbioso visto l'impressionante calo compositivo che hanno subito i Moonspell nelle ultime due uscite "The antidote" e "Memorial".
Mai perplessità furono più infondate.

Questo è un prodotto di ottimo restyling del vecchio materiale, risuonato e riregistrato con passione, perizia e grandissima cura, ma che non va a scalfire minimamente tutta la magia e l'oscurità contenuta nei lavori originali. Anzi, le vecchie song (come non citare le due "Tenebrarum oratorium", sicuramente tra gli apici della produzione Moonspelliana) acquistano nuova linfa, nuove sfaccettature, nuova profondità e un vigore che la produzione povera dei primi anni 90 aveva un po' soffocato. Inoltre questo "Under satanae" rende disponibile brani ormai introvabili (il demo "Anno satanae" e "Serpent angel") a chi come il sottoscritto li ha cercati e inseguiti per anni con scarsi risultati.
Per chi non conoscesse i Moonspell questo Under satanae può essere un ottimo punto di partenza, per chi invece già li apprezza è un occasione per riesumare le radici mediterranee, occulte e furiose di uno dei più originali e sinuosi gruppi metal degli anni 90. Infatti prima di dedicarsi alle numerose sperimentazioni i lusitani in questione sfornavano un connubio di black metal, doom e gothic in maniera molto particolare e personale, spesso influenzati dal folklore della loro terra, il Portogallo appunto. Quindi melodie arabeggianti, strumenti a fiato, chitarre acustiche e tastiere atmosferiche mai invasive incastrate perfettamente nella brutalità primordiale del black metal che ci narrano storie di lupi famelici usciti dalla nebbia o riti di adorazione verso dee peccaminose. Storie di perdizione, di natura selvaggia, di occulto, di foreste incantate, di anime perse, di lussuria sfrenata, il tutto suonato con innata classe e imprecato alternativamente con furia o epica maestria dall'eclettico e carismatico Fernando Ribeiro (qui nuovamente con il nickname Langsuyar). Una nota di merito va data anche all'artwork, molto curato e dettagliato, che oltre ai testi rivela cosa si nasconde sotto le corna del capro in copertina. Magia pura.

M.M.

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