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[Death Metal] Arch Enemy – Tyrants of the Rising Sun

[Death Metal] Arch Enemy – Tyrants of the Rising Sun
 
I. Main Live Show (approx. 95 minutes): Intro / Blood On Your Hands – Ravenous – Taking Back My Soul – Dead Eyes See No Future – Dark Insanity
– The Day You Died – Christopher Solo – Silverwing – Night Falls Fast – Daniel Solo – Burning Angel – Michael Amott Solo (incl. “Intermezzo Liberté”)  – Dead Bury Their Dead – Vultures – Enemy Within – Snowbound – Shadows And Dust – Nemesis – We Will Rise – Fields Of Desolation / Outro
II. The Road To Japan (Interviews / Road Movie) (approx. 45 minutes)
III. Promo Videos: Revolution Begins (Original Version) – Revolution Begins (Band Performance Version) – I Will Live Again
 
 
Pericolo scampato per la lineup degli Arch Enemy, visto il ritorno dell’impegnatissimo Michael Amott all’ovile dopo una manciata di mesi e la release lo scorso anno del nuovo disco. Il gruppo ci presenta questa testimonianza video (la terza in dieci anni, stavolta con supporto di doppio cd nel package) on stage, sapientemente giocata in territorio asiatico, sostenitrice della band dagli esordi. Amalgamato ad un buget superiore al precedente, il risultato un vero e proprio Live con una produzione pulita da mainstream, pregi e difetti che ne possano conseguire.
 
Il colpo d’occhio è impressionante per la devozione dei fan, che si accendono dal riff di “Blood On Your Hands”, Angela Gossow ha l’esperienza adatta per gettar benzina emotiva atta a generare incendi. Tiene il palco alla grande tra una canzone e l’altra, alterna passaggi di registro in maniera discreta (si dirà che è stata editata anche qui?) e quando è lei a doversi riposare sono i fratelli Amott a tener alta la tensione con fraseggi personali a catturar l’attenzione del pubblico, in particolare Christopher dopo una folgorante “The Day You Died”, tra le più riuscite del lotto. Ovviamente l’occhio alla promozione dell’ultimo disco c’è ma senza forzature particolari, anzi, probabilmente la setlist offerta è un gradino sopra il “Live Apocalypse” di due anni fa (presente anche il pregiato cameo “Intermezzo Liberté”) oltre che a offrirne gli analoghi e immancabili contenuti extra di rito come nuovi video promozionali e un lungo Road Trippin con il gruppo, intento a soddisfare curiosità varie.
 
Però, la totale assenza di brani dall’acclamato “Stigmata”, di certo farà discutere numerosi die-hard fans che difficilmente si accontenteranno della doppietta “Dark Insanity” e “Silverwing” e resteranno fedeli a “Burning Japan”, il restante pubblico di appassionati del death/heavy metal melodico difficilmente invece resisterà a dargli almeno una occhiata.

Federico Francesco Falco

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