Music Attitude

[Death Metal] Krisiun – Southern Storm (2008)

 

Slaying Steel – Sentenced Morning – Twisting Sights – Minotaur – Combustion Inferno – Massacre Under the Sun – Bleeding Offers – Refuse/Resist (Sepultura cover) – Origin of Terror – Contradictions of Decay – Sons of Pest – Black Wind – Whore of the Unlight

http://www.krisiun.com.br/
http://www.myspace.com/krisiun666
http://www.centurymedia.com/

Ennesima bordata targata Krisiun. Southern Storm è una nuova prova convincente per il terzetto brasiliano, che sembra aver assimilato l’esperienza fatta col precedente AssassiNation, proseguendo nella continua opera di distruzione con sempre maggior cervello e cura in fase di composizione.

Se è vero che il brutal dei Krisiun è fra gli esempi più estremi di “prendere o lasciare”, è anche vero che da un paio di anni i nostri sembrano essersi accorti delle enormi potenzialità in seno alla band, offuscate in parte, sino a qualche tempo fa, dall’eccessiva intransigenza messa in mostra in oltre dieci anni di carriera, producendo dischi perfetti ma oltremodo monotoni. Ebbene in Southern Storm, i Krisiun amplificano ulteriormente questa rinnovata vena artistica, presentando brani competitivi, sufficientemente elaborati e variegati, rinunciando in più di una occasione alla solita velocità sfrenata, senza, cosa importantissima, perdere un grammo delle violenza che gli è propria.

Solo così si spiegano brani come Slaying Steel, Minotaur, quasi un lento per i loro standard, o Combustion Inferno, solo per citarne alcuni, ben rifiniti, e altrettanto spietati, annichilendo gli ascoltatori saltando da passaggi maggiormente atmosferici (è proprio vero che tutto è relativo), a sfuriate muscolose, rimanendo sempre sul pezzo. Da amante del death fa veramente piacere ascoltare la chitarra del fenomenale Moyses Kolesne in riff leggermente più elaborati e aperti, come fa altrettanto piacere subire i suoi assoli eseguiti alla velocità della luce, vedi gli ultimi eccezionali trenta secondi di Massacre Under the Sun, un vero e proprio macello sonoro.

Non son tutte rose e fiori comunque, perché anche Southern Storm risulta alla lunga un album ostico da ascoltare tutto d’un fiato col medesimo livello d’attenzione, a causa dei suoi oltre cinquanta minuti, probabilmente eccessivi. Poco male in fin dei conti, perché dei momenti di riposo ci vengono offerti dalla cover Refuse/Resist (eseguita volutamente uguale all’originale, proprio per differenziarla dal resto del disco) e dalla strumentale acustica Black Wind. Insomma, di pane ce n’è, bisogna solo vedere chi avrà il coraggio di mettere a repentaglio i propri denti.

Stefano Risso

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