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[Death Metal] Six Feet Under – Death Rituals

[Death Metal] Six Feet Under – Death Rituals (2008)
 
 
Death By Machete – Involuntary Movement Of Dead Flesh – None Will Escape – Eulogy For The Undead – Seed Of Filth – Bastard – Into The Crematorium – Shot In The Head – Killed In Your Sleep – Crossroads To Armageddon – Ten Deadly Plagues – Crossing The River Styx – Murder Addiction

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Etichetta discografica

Ci sono gruppi di cui ci si ricorda solo nel periodo di promozione di un nuovo album, o in vista di un imminente tour che toccherà la propria città.  A questa categoria fanno parte ormai da anni i Six Feet Under, band che dopo i buoni colpi iniziali, ha inanellato dischi mediocri a ripetizione, aggiudicandosi una nomination per la formazione death metal più “inutile” degli ultimi anni, salvando l’onore unicamente con infuocate prestazioni dal vivo.

Questo nuovo Death Rituals non sfugge alla scia di mediocrità che ormai è propria all’ex Cannibal Corpse Chris Barnes e compagni, presentando ancora una volta una serie di tracce buone solo per essere ascoltate al massimo un paio di volte, digerite, assimilate e poi riposte nel dimenticatoio. Evidentemente i ragazzi si divertono a vestire il ruolo di AC/DC del death metal, restando stilisticamente ancorati a ritmi cadenzati carichi di groove, dove gli influssi rock sono stati messi in secondo piano, strutture elementari facili da ricordare (e dimenticare), su cui spicca il vocione di Barnes, l’unica cosa che alla fin della fiera si salva.

È sconcertante pensare che Death Rituals sia stato composto da musicisti dal peso specifico notevole, come l’ex Death Terry Butler, segno ormai di un impoverimento di idee e stimoli preoccupante. Ancor più preoccupante, sotto alcuni punti di vista, è che da ciò siano nati pure dei discepoli che stanno facendo la stessa fine (su tutti i tedeschi Debauchery). Un disco fiacco, banale, che può persino divertire nelle prime battute, ma che porta in dote una longevità pari a zero. Considerando il momento poco felice della discografia, e il fatto che nel 2008 siano usciti album di livello assoluto ben più meritevoli, si può dire che questo Death Rituals è l’ennesimo buco nell’acqua.

Stefano Risso

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