Devin Townsend Project Epicloud

Devin Townsend Project Epicloud

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Wow un nuovo disco di Townsend! Il Canadese sembra voler ripetere gli errori del passato, ovvero quello di esagerare con le uscite diluendo buone idee in troppe canzoni e troppi dischi. Oltretutto, già il titolo e i proclami che accompagnano quest’uscita lasciano un po’ freddini. E’ epico, è rumoroso, è epicorumoroso! Il top della fantasia. E chi segue Townsend da un po’ lo sa bene, quando mai non è stato rumoroso? Quando mai non è stato epico?

Eppure le note di apertura del disco, affidate a “Effervescent!“, lasceranno stupiti molti con le atmosfere da musical che trapelano, peccato che il musical resti tutto lì. Nessun cambiamento epocale quindi, il disco è un mischione di roba che il nostro ha già presentato (leggi “Physicist” e “Addicted“), privato però dell’ormai prevedibile gusto per l’esagerazione parossistica, e questa è una sorpresa. Soprattutto, a differenza dei lavori precedenti del Nostro si nota uno sforzo per recuperare una certa forma canzone (in alcuni momenti viene alla mente “Ocean Machine“, cfr. “Save Our Now“) e, di conseguenza, si evita l’hi pitch totale globale, i brani sono finalmente dotati di momenti di climax, di crescendo, di allentamenti della tensione, di punti di arrivo, nonostante la consueta tentazione alla saturazione sonora (sarebbe Townsend altrimenti?). Altro elemento particolarmente felice è il recupero di un sano rocchenrol di base (vedi “Liberation“). Per finire, sembra che il sodalizio artistico con Anneke van Giersbergen sia tutt’altro che esaurito, la cantante olandese figura infatti come co-vocalist nella maggior parte dei brani ed è, in effetti, un’ottima scelta che aiuta ad alleggerire il peso del disco.

Insomma, niente di nuovo ma molto piacevole. Da verificare sul lungo termine, ora però, Devin, riprenditi una pausa, lunga magari.

Stefano Di Noi


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