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Gamma Ray, Empire Of The Undead

Gamma Ray Empire Of The Undead

Gamma Ray Empire Of The Undead

A circa un anno di distanza dal singolo-anteprima “Master Of Confusion”, il Raggio Gamma esce sui mercati mondiali con il nuovo full – lengthEmpire Of The Undead”, composto da 11 tracce inedite, due delle quali già note grazie al succitato singolo, e sulle quali non possiamo che riconfermare l’impressione avuta durante il primo ascolto.

E i pezzi che restano su che livelli sono?”. La risposta è presto data: alti e bassi; personalmente avrei tagliuzzato un paio di brani per ottenere un disco più corto ma dall’impatto certamente migliore, ma di questo problema ormai soffre il 90% della produzione da che è stato inventato il supporto cd. I fans si possono però consolare col fatto che i pezzi buoni sono di gran lunga superiori a quelli meno interessanti, direi ben più della metà. La stessa “Master Of Confusion”, sebbene non particolarmente originale né incisiva, può rientrare in questo gruppo.

L’album parte alla grande con “Avalon”, scelta coraggiosissima trattandosi di un pezzone da ben 12 minuti di durata. Seguono una scarica di manate in faccia che lasciano subito il segno, dalla Priest-ianaHellbent” alla più rockeggiante “Born To Fly”. A metà disco troviamo i pezzi del singolo, mentre è nella seconda parte dell’opera che troviamo i pezzi meno ispirati, dalla ballad “Time For Deliverance”, eccessivamente auto celebrativa, alla coppia “Demonseed” e “Seven”, a mio avviso le vere note dolenti dell’intero lavoro.

Ci riprendiamo sulla copia finale “I Will Return” e “Build A World”, che rivelano la loro potenzialità dopo alcuni ascolti, chiudendo quindi in bellezza un platter nel complesso molto buono.

Kai Hansen e compagnia dunque ci sono, e azzeccano un disco che, nonostante un paio di scivoloni, può essere annoverato fra i migliori lavori realizzati dai tedeschi da qualche tempo a questa parte.


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