[Heavy/Thrash Metal] Shadows Fall – Retribution

 

[Heavy/Thrash Metal] Shadows Fall – Retribution (2009)

The Path To Imminent Ruin – My Demise – Still I Rise – War – King Of Nothing – The Taste Of Fear – Embrace Annihilation – Picture Perfect – A Public Execution – Dead And Gone

http://www.shadowsfall.com
http://www.spinefarm.fi

Ammetto che a un primo ascolto il nuovo lavoro degli Shadows Fall mi aveva lasciato perplesso: poca ispirazione, brani anonimi e idee prossime allo zero. Ripetendo più volte l’ascolto però “Retribution” è cresciuto non poco nei coni dello stereo, nonostante risulti essere probabilmente il disco in assoluto meno immediato dei cinque ragazzi di Springfield.

Sicuramente è un album molto oscuro e introverso, costruito sul trittico iniziale (intro acustica inclusa), dove troviamo un efficace compendio di quanto ascolteremo nel cd: “My Demise” è un gran pezzo, giocato sui cambi di ritmo e di mood interni agli oltre sei minuti di durata, “Still I Rise” il singolone con ritornello pulito e innocuo che tanto ha distinto il precedente buonissimo “Threads Of Life”, “War” la sfuriata thrash rivisitata in chiave Shadows Fall che non fa prigionieri. Il meglio è sicuramente qui e nelle battute finali (“A Public Execution” e “Dead And Gone”) con una parte centrale un po’ monotona e prevedibile.
Oramai lontani dai fasti di “The War Within”, la band incide un disco che piacerà molto ai propri fans ma che difficilmente cambierà lo status degli Shadows Fall nel mondo heavy internazionale: attori apprezzati ma non le superstar che avrebbero potuto diventare viste le premesse che “Of One Blood” aveva gettato nel lontano 2000.

Piero Lisergi

 

Gli statunitensi Shadows Fall sono la band più sfigata del movimento metalcore in Europa: il look troppo “vecchio” (i rasta del frontman Brian Fair sono out oramai da almeno dieci anni) e la loro musica (un thrash metal molto tecnico e moderno, ma comunque ancorato alla “old school”) non ha mai permesso loro di raggiungere, almeno nel Vecchio Continente, i grandi numeri e il meritato successo trovato Oltreoceano. La cosa fa riflettere perché, se ci limitiamo alla qualità dei lavori, questo gruppo non sbaglia un disco da “The art of balance”, anno domini 2002; aggiungiamo pure che hanno trovato il tempo per una leggera sterzata a livello di suono con il penultimo “Threads of life” (molto apprezzato su questi lidi) e ci chiediamo per quale motivo gli Shadows Fall non siano ancora esplosi del tutto…

Questo disco, “Retribution”, non cambierà le sorti di una band destinata a pubblicare lavori notevoli ma che non riescono ad accontentare nessuno: troppo moderni per i metallari datati, troppo “cariatidi” per i quindicenni.

Nicola Lucchetta

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