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Mesmerize Paintropy

Mesmerize Paintropy

Mesmerize Paintropy

Attivi da 25 anni, 4 ottimi dischi in studio alle spalle, e una nuova release fra pochi giorni sugli scaffali; i milanesi Mesmerize si accingono ad assaltare il panorama metal tricolore con un disco a dir poco esplosivo. “Paintropy” sarà una sorpresa per i fans di vecchia data del quintetto. Naturale evoluzione del precedente e ottimo “Stainless” (2005), questa nuova gemma composta da 13 brani è una vera e propria fucilata in faccia. I Mesmerize hanno abbandonato le sonorità più power oriented dei primi lavori, e hanno imboccato una strada fatta di sonorità vicine al thrash, con tinte oscure qua e là che a tratti ricordano gli Helloween di “The Dark Ride”. Per l’intera durata del disco i cinque non ci danno tregua, l’assalto sonoro inizia con “It happened tomorrow”, seguita dal singolo di lancio “2.0.3.6.”.

“Paintropy” procede spedito sulle tracce aperte da questi due brani, ed è un assalto sonoro costante. Andrea Garavaglia percuote senza sosta le pelli della sua batteria, e insieme ad Andrea Tito al basso stende un solidissimo tappeto strumentale, su cui le due asce Piero Paravidino e Luca Belbruno sono libere di intessere i loro mirabolanti intrecci chitarristici, e Folco Orlandini può dare libero sfogo alle sue ancora impressionanti doti canore.

A chiudere le danze una sensazionale cover di “Promises” dei Cranberries, dove i Nostri si lanciano nella conclusiva prova di classe, sezionando completamente il brano e adattandolo alla loro ruvida scorza. Il gruppo esce a testa alta anche da questa prova, fornendo una reinterpretazione dall’impatto dirompente, ma che mantiene allo stesso tempo intatta tutta la melodia del brano originale. Album sorprendente, act incredibile, che altro dobbiamo dirvi? Comprate “Paintropy”, e lasciatevi affascinare da questa grandissima band.

Corrado Riva


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