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[Prog Metal] Redemption – Snowfall…

 

[Prog Metal] Redemption – Snowfall On Judgment Day (2009)

Peel – Walls – Leviathan Rising – Black And White World – Unformed – Keep Breathing – Another Days Dies – What Will You Say – Fistful Of Sand – Love Kills Us All/Life In One Day
 
www.redemptionweb.com
www.insideout.de

La malattia della quale è vittima Nick van Dick è notizia recente. Il chitarrista e principale compositore dei Redemption è stato colpito, infatti, da mieloma multiplo, una forma di cancro del midollo osseo difficilmente curabile. Tutto questo getta un’ombra inquietante sul futuro della band americana, e parlare del loro quarto album in studio non è esattamente facile. In casi come questo, si prova quasi un senso d’imbarazzo nell’analizzare pregi e difetti di un disco. Entrano in gioco fattori più essenziali, più necessari della semplice bravura e ispirazione musicale.

Per dovere di cronaca, “Snowfall On Judgment Day” è un’opera più che discreta. Tecnicamente impeccabile, e non poteva essere altrimenti: i musicisti impegnati sono tutti di prim’ordine, a partire dallo stesso Nick, che in passato ha ospitato nel suo gruppo artisti del calibro di Jason Rullo, Michael Romeo (entrambi dai Symphony X) e Mark Zonder (Fates Warning), e che oggi può contare sulla presenza in pianta stabile di Ray Alder dietro al microfono. Oltre a questo, il disco esce per Inside Out, garanzia di qualità per quanto concerne progressive e affini. In breve, abbiamo a che fare con un lavoro formalmente inattaccabile, che esplora la dimensione più heavy del prog metal: uso parsimonioso di tastiere e pianoforte, grande spazio lasciato alle chitarre e agli assoli di chitarra, spesso duri, stridenti (Walls). In molti episodi si percepiscono chiaramente influenze thrash metal (ad esempio “Peel” e “Fistful Of Sand”). Alder è in gran spolvero, dando sfoggio di una prestazione canora degna dei suoi trascorsi con i maestri Fates Warning (se vogliamo essere crudeli, straccia lo special guest James LaBrie, che in “Another Days Dies” non convince del tutto).

Detto questo, il problema maggiore del disco è l’eccessiva dipendenza verso i classici canoni prog metal in auge dai tempi dei primi successi targati Dream Theater. In 70 minuti di durata i Redemption non aggiungono nulla a quanto già detto da gruppi come Shadow Gallery, Elegy, Vanden Plas, Psychotic Waltz, e le principali coordinate sonore di “Snowfall On Judgement Day” sono facilmente rintracciabili proprio nei gruppi che, in un modo o nell’altro, hanno avuto a che fare direttamente con loro: Symphony X, Fates Warning e lo stesso Teatro del Sogno.

Un ottimo disco per i fan dei gruppi sopracitati e per chi apprezza un certo sound declinato in maniera leggermente più ‘dura’. Ma da musicisti così dotati è lecito aspettarsi una maggiore dose di coraggio. Ovviamente faccio i miei migliori auguri a van Dick, sperando che la malattia si riveli meno grave del previsto e che abbia ancora molto tempo e molti album davanti a se, tutti in grado di smentirmi.

Stefano Masnaghetti

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