Music Attitude

The Sword Apocryphon

The Sword Apocryphon

The Sword Apocryphon

Puntuali come le tasse, ogni due anni i The Sword tornano con la loro nuova collezione di riff vintage. “Apocryphon” è il quarto album da studio della band statunitense, e sostanzialmente non cambia nulla dello stile consolidato negli ultimi dieci anni dal quartetto di Austin, Texas. Medesimi i riferimenti agli anni Settanta, medesimo l’approccio graffiante e diretto al suono dello stoner metal più classico e prevedibile, il che non significa che si tratti di brutta musica, anzi. Le dieci tracce contenute nel cd sono gradevolissime all’ascolto e impagabili per quanto riguarda compattezza e coerenza sonora, e se la formazione guadagna consensi anno dopo anno è proprio perché è in grado di non deludere mai i suoi fan, inserendo infinitesimali quanto fondamentali scarti stilistici che rendono ogni suo disco leggermente diverso dal predecessore.

È questo il caso del qui presente “Apocryphon”, lavoro che richiama fortissimamente gli altri e, al contempo, introduce piccolissimi elementi di discontinuità. Fra un assolo alla Wolfmother e passaggi hard blues alla maniera dei Graveyard (solo per citare alcuni contemporanei), quello che emerge prepotentemente è il forte impianto doom metal che informa la quasi totalità delle canzoni. I tempi sono per la maggior parte cadenzati, la scansione di basso e batteria non dà tregua, e in un episodio come “The Hidden Master” persino la voce di John D. Cronise ricorda, a tratti, quella di Ozzy Osbourne, mentre l’arpeggio acustico introduttivo e il riff portante potrebbero provenire direttamente dai primi dischi dei Black Sabbath.

Nel complesso, rispetto al loro capolavoro “Warp Riders” (2010), la nuova opera risulta un po’ troppo monocromatica e schiacciata sul medesimo canovaccio, con pochi momenti in grado di differenziarsi dalla preponderante atmosfera sabbathiana; fra questi, “Dying Earth“, “Execrator” e la title – track stessa i più notevoli. Ma, come già affermato, i The Sword rimangono fra le migliori giovani realtà in grado di approcciare il suono dei Seventies, e “Apocryphon” non fa eccezione. Avercene.

Stefano Masnaghetti


YouTube

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.