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World Under Blood – Tactical

World Under Blood Tactical Recensione

Una bella schioppettata al volto “Tactical“, album d’esordio per i World Under Blood, band che però non annovera certo novellini all’interno della sua line – up. Infatti, a guidarla ci pensa Deron Miller (voce e chitarra), più noto per la sua militanza nei CKY, mentre dietro le pelli troviamo quel Tim Yeung già con i Divine Heresy e scelto come sostituto di Pete Sandoval nell’ultimo, controverso disco dei Morbid Angel, “Illud Divinum Insanus“. Con tale spiegamento di forze era lecito attendersi un buon lavoro, e in effetti le aspettative sono state in buona parte ripagate.

I World Under Blood s’inscrivono palesemente in quello che vien detto melodic death metal, ma aggiungono quel pizzico di personalità che permette alla loro musica di elevarsi leggermente dalla media e di evitare la scontata riproposizione di At The Gates e In Flames in salsa emo/metalcore, problema che attanaglia molti loro colleghi. Certo anche loro non si sottraggono a molti dei dogmi imperanti oggidì: alternanza di growl, scream e cantato pulito (e nel loro caso a volte appare persino la voce filtrata), ritornelli ‘orecchiabili’, alleggerimenti melodici incastonati nel mezzo di continui cambi di tempo, armonizzazioni delle due chitarre che rimandano a certo heavy metal targato anni Ottanta. Eppure c’è anche dell’altro, in particolare un’aggressività feroce che riesce a tenere a galla anche gli episodi più patinati; e una bravura tecnica che di tanto in tanto ricorda i grandi Death degli ultimi album intenti a risuonare partiture dei Suffocation. Death melodico estremamente tecnico ed elaborato, quindi, in cui a una sparata in blast beat fa seguito sempre o un chorus in ‘clean’ oppure un intrico di riff e assoli che mutano continuamente struttura.

Piano con gli entusiasmi, però, ché non stiamo parlando certo di un capolavoro. Le pecche ci sono eccome, causate in particolare da una scarsa varietà delle 8 tracce che compongono “Tactical”, le quali condividono tutte una struttura di base quasi identica. E neppure si può isolare un brano che sia davvero in grado di spiccare sugli altri. Tuttavia per gli appassionati di melodic death i World Under Blood potrebbero rappresentare una gradevole sorpresa.

Stefano Masnaghetti

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