[Alternative Rock] Manic Street Preachers – …

 

[Alternative Rock] Manic Street Preachers – Journal For Plague Lovers (2009)

Peeled Apples – Jackie Collins Existential Question Time – Me And Stephen Hawking – This Joke Sport Severed – Journal For Plague Lovers – She Bathed Herself In A Bath Of Bleach – Facing Page: Top Left – Marlon J.D. – Doors Closing Slowly – All Is Vanity – Pretension/Repulsion – Virginia State Epileptic Colony – William’s Last Words/Bag Lady

http://www.manicstreetpreachers.com/
http://www.sonybmg.it/

Volevano essere i Guns’n’Roses inglesi (chi si ricorda delle prime, pazze interviste?), poi hanno provato ad essere i nuovi The Clash. Non è andato tutto secondo i loro piani, non hanno mai fatto sfracelli al di fuori della loro patria, ma rimangono un’istituzione del rock britannico. L’istrionico brit rock dei Manic Street Preachers, nato da intenti glam/punk e mutato incessantemente col passare degli anni, è stato spesso snobbato a favore di compaesani come Blur e Oasis. Innegabile però la loro caparbietà e la capacità di superare indenni mode e tragedie personali.

Con un colpo decisamente a sorpresa, forse dettato dalla necessità ma che comunque ci sembra un sincero tributo, la band ha scelto di pubblicare un album basato totalmente sui testi del compianto Richey ‘4real’ Edwards (chitarrista sparito nel 1995). I testi sono estratti direttamente dai manoscritti lasciati da Edwards in eredità ai soci (e quel che rimane forse sarà pubblicato come libro): si ritorna quindi nei pieni anni ’90, con un’attitudine decisamente brillante, irriverente e sarcastica, benché umoristicamente nera (‘Se un uomo sposato si fotte una cattolica/e sua moglie muore senza saperlo/ciò lo rende un fedifrago?’). Preparatevi quindi a liriche brillanti sui temi più disparati come lo status di celebrità, il consumismo (‘I jeans Levis saranno sempre più forti delle Uzi’), disturbi psicologici (‘Avrebbe camminato su vetri rotti per amore/pensava che la pelle bruciata avrebbe soddisfatto il suo amore’).
La musica segue di pari passo, con composizioni nettamente più aggressive che negli ultimi dischi ma con il solito slancio di melodia malinconica tipico della band; la produzione e il sound sono al passo coi tempi, anche se certi tuffi negli anni ’90 come ‘She Bathed Herself In A Bath Of Bleach’ e ‘Pretension/Repulsion’ sono piacevoli sorprese.
Se la maggior parte del disco graffia, non mancano elementi acquisti dalla band maturando negli anni, come la sinfonia (‘This Joke Sport Severed’), l’acustica (‘Facing Page: Top Left’), il ritmo elettronico di ‘Marlon J.D.’.

Forse il disco ha un paio di filler, ma in generale è ottimamente costruito, con testi decisamente sopra la media e cuna buona varietà. Un regalo bellissimo per i fan, un ottimo modo di conoscere la band per gli altri.

Marco Brambilla

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