Music Attitude

[Classica] Johann Sebastian Bach – 6 Partitas – Vladimir Ashkenazy (2010)



http://www.deccaclassics.com/

Attenti, cari lettori, a non cadere nella tipica trappola bachiana, che sotto il termine di “esercizi per tastiera”, composti  “per diletto dello spirito” e dedicati agli “amanti della musica” porterebbe a relegare questo gruppo di 6 partite (dalla BWV 824 alla BWV 830) tra le opere a principiale e dominante finalità didattica.

Tra l’altro non vorrei che il modesto pianista si illudesse, date queste premesse, che l’esecuzione delle 6 partite sia cosa facile. Affatto. Forse esse potevano risultare non impossibili al figlio primogenito, “eccezionalmente dotato per la musica” Wilhelm Friedermann. Ma non è da tutti, aggiungerei, ricevere codice genetico e lezioni private di clavicembalo da siffatto padre.

Ed anche semplicemente a leggere i nomi delle sezioni che compongono le singole partite si rischia di cadere in un’altra delle trappole del diabolico JSB (mi correggo JSB è stato proclamato Santo dalla chiesa luterana, la data della sua ricorrenza fissata nel giorno della morte, avvenuta il 28 luglio del 1750).

Il Santo Bach riesce a ‘spacciare’, sotto nomi insospettabilmente classici (preludio, allemande, sarabanda, minuetto, giga, toccata…) una serie di funambolici esercizi compositivi. Conservatore Bach, nel senso di autore assolutamente teso a salvaguardare i valori più assoluti, più elevati della musica. Per cui anche se siamo, in questo caso, nell’alveo di musiche da danza, dette “galanteries”, questo è proprio il terreno prescelto dall’Autore per imprimere una formidabile tensione e liberare  tutto il proprio desiderio di ricerca, di sperimentazione, di innovazione.

La lettura di Ashkenazy è, come sempre, ariosa, cristallina, orientata a lasciar fluire la partitura, a librarla oltre lo spirito del tempo. Forse possono venire a mente interpretazioni più drammatiche, contrastate, in chiaroscuro del complesso testo bachiano e forse è proprio da quelle che il grande pianista russo (classe 1936) prende le mosse.

Riuscire a rendere l’allusione bachiana, il codice sotto il quale Bach compone, non è mai impresa semplice. Anche perché l’orizzonte, la visione sono di difficile comprensione (c’è chi ha osservato che anche la sequenza delle tonalità sembra suggerire una spirale che si allarga: dal piccolo intervallo Do Sib, al medio La  Re, al grande Sol Mi). E dunque se esistesse una settima partita essa sarebbe in Fa. Ed è proprio la tonalità di Fa che introduce la successiva composizione bachiana: il concerto italiano.

Sarà stato tutto frutto del caso? Oppure già da allora il quarantenne Bach si divertiva, al riparo della sua parrucca incipriata, a prenderci un po’ in giro? A voi ascoltatori, come sempre, l’onore e l’onere della risposta.

Marco Lorenzo Faustini

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.