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[Folk Punk] Il Pan Del Diavolo – Sono All’Osso (2010)


www.ilpandeldiavolo.it
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Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo sono Il Pan Del Diavolo, duo siciliano che ha deciso di suonare qualcosa di completamente diverso. Chiamatelo come volete: folk – punk, rockabilly in salsa bluegrass, country blues disciolto in acido psychobilly, il nocciolo della questione è che i dodici brani che compongono questo disco sono talmente peculiari da non trovare paragoni diretti.

Due chitarre acustiche suonate con ferocia, grancassa e sonagli a tenere il tempo, una voce che si sgola mentre azzanna testi intensi e viscerali, poi poco altro. Gli Zen Circus fanno una capatina per aggiungere chitarra elettrica, basso e batteria minimale in alcuni episodi, ma l’economia di mezzi è il tratto caratteristico dell’album, e rappresenta anche il suo punto di forza. “Sono All’Osso” suona ridotto all’osso, e non avrebbe potuto essere altrimenti, pena la perdita di tutta l’urgenza che lo pervade e lo rende un ottimo esordio sulla lunga distanza (nel 2009 era uscito un EP di quattro pezzi, omonimo).

Un’opera che convince grazie a canzoni scagliate a tutta forza in faccia agli astanti, con il bluegrass sulfureo di “Farà Cadere Lei” quale biglietto di presentazione per un ascolto che non intende né tranquillizzare né essere rilassante. Ma i momenti migliori arrivano dopo: con il rockabilly desertico di “Il Centauro”, fra Rino Gaetano e Link Wray in versione acustica; con il folk sporcato di blues elettrico di “Università”; con il paradossale incrocio fra Buscaglione e il compianto leader dei Cramps di “Lux Interior”; con i ritmi mediterranei che in “Il Mistero Dello Specchio Rotto” si fondono con il folklore americano, e qui le ombre di Bennato e del Capossela di “Il Ballo Di San Vito” (intendo proprio la canzone) si distendono lunghe sui due. Senza dimenticare la title – track, psicotica e rabbiosa, l’epilettica “Bomba Nel Cuore” e le più malinconiche “Africa” e “Scarpette A Punta”, unici episodi in cui il battito della grancassa non incalza il respiro, e le chitarre sono usate in modo meno percussivo.

Con questa emissione, in grado di scardinare le regole più avvizzite del cantautorato restandone al suo interno, Il Pan Del Diavolo reclama un posto fra gli act più coraggiosi e originali della nostra nazione. Qualche sbavatura e alcune ingenuità connaturate all’età del duo non inficiano il risultato finale di “Sono All’Osso”, disco dal grande valore e in grado di coinvolgere dalla prima all’ultima nota.

Stefano Masnaghetti

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