Glassjaw – Coloring Book EP

glassjaw coloring book EP recensione
I Glassjaw sono tra i nomi che difficilmente tradiscono: ottenute le luci della ribalta nel periodo sbagliato (Everything You Ever Wanted To Know About Silence è uscito all’apice del trend del nu metal), hanno ottenuto lo status di cult band con il tempo, grazie a del materiale di altissima qualità. Lo scontato risultato, alimentato anche dalla parentesi pop degli Head Automatica, è solo uno: le due release del 2011, questa e Our Color Green, sono state attese con grandissima fregola da molti, tra cui il sottoscritto.

Al contrario dell’album pubblicato a gennaio, raccolta di brani ai più già noti, in Coloring Book EP troviamo sei inediti, che ci indicano le linee guida che gli statunitensi intraprenderanno prossimamente. I Glassjaw diventano un’entità a sé, nella quale l’etichetta post hardcore ormai va loro stretta; i tempi si fanno più dilatati, grazie anche alle parti di chitarra di Justin Beck, e la sezione ritmica (da sempre il motore del combo) viaggia su tempi sincopati. In una produzione lo fi il ruolo di primadonna è di Daryl Palumbo: la voce graffia meno rispetto al passato, acquistando più personalità e scrollandosi di dosso l’ombra di Mike Patton, al punto che molti lo ritenevano il suo erede naturale.

I pezzi? Spaccano. Black Nurse apre il mini con un mix tra reggae, post hardcore e pop che è tra i migliori episodi della loro carriera e i successivi tre brani (Gold, Vanilla Poltergeist Snakes, Miracle In Inches) sono vicini al materiale di Worship And Tribute. Il meglio è lasciato nei 12 minuti finali: sperimentazioni che ricordano i Radiohead, con linee vocali ipnotiche e parti strumentali per loro innovative.

Coloring Book EP è un pesante biglietto da visita sull’imminente futuro della band newyorkese? Sì, perché le sei tracce fanno emergere la natura eclettica di un gruppo che non conosce la parola confine. Un’anticipazione pesante del terzo album, che dovrebbe uscire nel 2011, e che è comunque un mini che potrebbe collocarsi autonomamente nella discografia. Imperdibile.

Nicola Lucchetta

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