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[Grunge/Stoner] Codeina – Quore: Hidalgo Picaresco (2010)

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I Codeina sono un trio lombardo che solo adesso, dopo 12 anni di attività, riesce a pubblicare il proprio album di debutto. In questa sede non c’interessa approfondire se tale ritardo sia imputabile a difficoltà materiali oppure a una precisa scelta della band, quel che conta è che questi anni sono stati spesi bene, a giudicare dall’eccellente qualità di “Quore – Hidalgo Picaresco”.

Abbiamo a che fare, infatti, con tre musicisti parecchio affiatati e dalle ottime qualità, che in tre quarti d’ora riversano un flusso sonico spesso e compatto, plasmato nella forma di un alternative rock che guarda, principalmente, al grunge originario e allo stoner, senza però farsi mancare pulsazioni doom, passaggi vicini allo sludge e accelerazioni garage – punk. L’incipit del disco, affidato a “Ridi Pagliaccio” (l’aria d’opera di Leoncavallo non c’entra davvero nulla), è di quelli che non si scordano: un feedback chitarristico introduce riff possenti e pesanti che fanno incontrare/scontrare Nirvana e Soundgarden, mentre i Kyuss osservano la scena; è già uno dei punti più alti del lavoro, che nella title – track, dal passo implacabile e minaccioso, quasi alla Melvins, ne fa registrare un altro. Molto interessante è anche “Carnevali E.”, la canzone più ricercata e raffinata del cd: ancora una volta sono protagonisti i Soundgarden, ma questa volta mediati dai Tool periodo “Undertow”; spicca soprattutto il bellissimo lavoro di basso e un continuo cambio di prospettive che rendono il brano interessante nella sua interezza. Altri momenti di assoluto pregio si rilevano nella nervosa e veloce “Piorrea”, stoner dal retrogusto punk che omaggia Nebula, Karma To Burn e altri eroi ‘minori’ del rock del deserto, mentre nella conclusiva strumentale “Tesla Vs Marconi” saltano fuori addirittura Shellac e Don Caballero a far del suono dei Codeina una progressione geometrica che sfocia, ancora una volta, in una coda stonerosa.

L’album ha davvero pochi punti deboli; questi ultimi possono esser rintracciati in una produzione non sempre all’altezza, soprattutto per quanto riguarda le parti vocali, e in alcuni pezzi leggermente carenti sul piano dell’inventiva ( cfr. “È Tutto Grasso Che Cola” e “Lasa Con Codeina”), altrimenti sempre brillante e mai banale. Ciò nonostante, la bravura del complesso nello scrivere canzoni dal sound grasso, spesso, saturo e al contempo orecchiabile fa di “Quore” una delle migliori uscite italiane (e non solo) dell’anno. Come diceva il profeta Guido Angeli, provare per credere.

Stefano Masnaghetti

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