[Indie] Offlaga Disco Pax – Bachelite (2008)


Superchiome – Ventrale – Dove Ho Messo La Golf? – Sensibile – Lungimiranza – Cioccolato I.A.C.P. – Fermo! – Onomastica – Venti Minuti

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In questo caso più che in altri la recensione potrebbe limitarsi a: se vi è piaciuto il primo degli Offlaga prendetevi anche questo, se l’avete odiato non avrete nemmeno aperto questa pagina, se non li avete mai sentiti dovete assolutamente assaggiarli e scoprire se li amate o li odiate.
Non ci sono grosse novità nella proposta del gruppo, ma la formula regge anche l’impatto del secondo album, cosa che non era scontata data la particolarità della proposta. Difficile dire quanto durerà: sicuramente molto del loro appeal era dovuto all’effetto sorpresa, ma è pure vero che fino a quando sapranno raccontare storie con questa maestria l’ascoltatore non potrà che esserne catturato.

Le basi sono più curate e prodotte rispetto all’esordio (ma a parte questo non ci sono grossi elementi di innovazione), sempre piuttosto ipnotiche, di chitarra ed elettronica sapientemente miscelate, sulle quali si innestano le storie raccontate da GINO, nessuna concessione al canto nemmeno stavolta.
A livello di testi, che sono la cosa che comunque spicca di più nella musica-recital degli Offlaga, questo “Bachelite” è pieno di rimandi a “Socialismo Tascabile”, ma non mancano gli spunti nuovi. Ci sono un po’ di risposte a quesiti aperti – “Il toblerone, qualcuno sa perchè”, adesso lo sappiamo anche noi, grazie – un po’ di tormentoni riproposti – dopo le palate di cacca mandate al cantante dei BIIIP adesso abbiamo la caccia aperta al fonico e al cantautore – ma anche una nuova vena intimista e malinconica, soprattutto in “Venti Minuti” e “Cioccolato I.A.C.P.”
La tematica portante è la stessa, gli anni ’80 emiliani raccontati oggi e filtrati da una certa nostalgia, ma in questo secondo disco affiorano anche decisamente pessimismo e amarezza, per quello che è rimasto e per quello che siamo diventati, e per i 2-0 con cui perdiamo un po’ tutti contro gli stragisti neri.
Insomma il talento nel raccontare storie si conferma ad alto livello, e la prova del secondo album viene superata in scioltezza anche se a livello di proposta non c’è  nessuna modifica di sostanza: d’altronde squadra che vince non si cambia.

S.R.

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