[Rockabilly] Heavy Trash – Midnight Soul Serenade

 

[Rockabilly] Heavy Trash – Midnight Soul Serenade (2009)

Gee, I Really Love You – Good Man – Bumble Bee – The Pill – Pimento – (Sometimes You Got To Be) Gentle – Isolation – Bedevilment – Sweet Little Bird – That’s What Your Love Gets – In My Heart

www.heavytrash.net
www.bronzerat.com

I meriti di Jon Spencer in ambito musicale sono indiscutibili: se ne potrebbe scrivere per mille pagine di word e ancora alcune sue gesta rimarrebbero fuori. Lo si cita spesso per i Blues Explosion, ma probabilmente il più grosso contributo dato dal musicista alla causa del rock è stato l’aver architettato il garage blues deragliato nel noise dei Pussy Galore, roba mai sentita prima e la cui eredità verrà ripresa ed estremizzata dai transfughi Royal Trux. Tuttavia non è questa la sede adatta per un’operazione del genere. Parlando del nuovo Heavy Trash si deve ammettere, semplicemente, che il cantante ha pubblicato un disco molto deludente, probabilmente inferiore a quasi tutto quel che ha composto nella sua carriera.

Eppure i primi due album di questo suo ultimo progetto, portato avanti in coppia con Matt Verta – Ray, non erano affatto male. Anzi, si segnalavano per la loro verve e la loro freschezza; l’idea di riprendere rock’n’roll e rockabilly dei Fifties e risuonarli in maniera quasi filologica era stata sviluppata incredibilmente bene, e con la preziosa aggiunta di un’attitudine garage – punk e qualche immersione in paludi di torbido blues il risultato era stato eccellente, addirittura superiore alle aspettative. Jon impersonava un Elvis mascherato da Lux Interior, o viceversa, e lo faceva bene.

In “Midnight Soul Serenade”, invece, tutto appare molto più di maniera, proprio quello che gli Heavy Trash erano sempre riusciti ad evitare. Manca la grinta e l’ispirazione che caratterizzavano l’esordio omonimo e il bellissimo “Going Way Out With Heavy Trash”. Un alone di svogliatezza preclude a molte canzoni di lasciare un segno nelle orecchie dell’ascoltatore. Rimangono in mente pochi episodi: fra questi, il rock – blues di “Bumble Bee” (cover, peraltro, della cantante R’n’B LaVern Baker), il surf – rock strumentale di “Pimento”, il garage eccitato di “(Sometimes You Got To Be) Gentle” e le atmosfere felpate di “Isolation”. Il resto è davvero poca cosa: la prima traccia del disco è un dozzinale e normativo numero di rock anni Cinquanta, “Good Man” è canonico rockabilly, “Sweet Little Bird” vorrebbe essere un oscuro blues con qualche spruzzata di Link Wray ma finisce solo per annoiare, “In My Heart” è una ballad che potrebbe aver interpretato Presley nella fase peggiore della sua carriera, e così via.

Probabilmente il duo funzionava meglio quando le idee erano ancora giovani e tutto era vissuto come un divertimento estemporaneo, che in futuro avrebbe potuto lasciare spazio ad altro. Ora sembra che l’occupazione principale di Jon siano proprio gli Heavy Trash, e sta subentrando la routine. Sia quel che sia, “Midnight Soul Serenade” rimane un disco mediocre e più che dispensabile. Purtroppo.

Stefano Masnaghetti

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