Theory Of A Deadman – The Truth Is…

theory of a deadman the truth is cover

L’errore più grosso che si può fare nel riassumere in due parole i Theory Of A Deadman è utilizzare “Nickelback cloni” per farlo. E’ vero che la fortuna di Tyler Connolly e soci si è chiamata Chad Kroeger nel lontano 2002, ma i due gruppi sono oramai abbastanza differenti tra loro. Purtroppo, aggiungiamo. Sì perchè i Theory sembrano oramai persi tra le inclinazioni country e tentativi forsennati di trovare la ballad strappamutande del momento. In “The Truth Is…” si salvano pochi pezzi, e l’anonimato in cui si piomba dopo i primi tre brani (tutto sommato gradevoli, specialmente la gagliarda “Bitch Came Back” e l’orchestrale “Hurricane“) fino a “Drag Me To Hell” (traccia numero 9!) e la conclusiva (lenta sì ma molto atmosferica, dark e con un testo finalmente ben scritto) “We Were Men” è agghiacciante. Troppi filler, troppi testi che trattano di come hai perso l’amore che conta davvero o quante tipelle ti sei parcheggiato sul tour bus sentendoti pentitissimo la mattina dopo o anche troppi ritmi simili e allegrotti (già sentiti nell’opener per esempio) riducono il platter a un ascolto sì disimpegnato ma anche per nulla coinvolgente. C’è anche da capire, infine, per quale motivo tre bonus track più che degne come “Careless“, “Does It Really Matter” e “Villain” siano state lasciate fuori dalla tracklist per mantenere robe come “Love Is Hell“, “What I Was Thinking” o “Easy To Love You” nell’edizione normale.
In sostanza un album che ci sentiamo da consigliare a chi apprezza il rock americano moderno non eccessivamente pestato o a chi vuole una manciata di brani easy e senza pretese. Chi segue la scena US (e quindi ascolta circa una cinquantina di dischi simili a questo e almeno venti superiori ogni anno) può fare qualche acquisto su I-Tunes scegliendo “The (Bitch) Cat Came Back revisited”, “Drag Me To Hell” oppure la brillante “We Were Men“. Chi ascolta i Nickelback invece attenda fiducioso il nuovo lavoro di Chad e compagni attualmente in fase di registrazione. Infine chi desidera qualche hint in più sui Theory Of A Deadman può puntare sui primi due dischi del 2002 e del 2005. Occasione sprecata nonostante le chart Canadesi e US potrebbero dare alla svolta ultra radio friendly dei TOAD clamorosamente ragione…

Paolo Sisa

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