Avril Lavigne – Ippodromo delle Capannelle, Roma 18 luglio 2007


Bene, da dove comincio? Intanto dalla quantità smodata di ragazze che hanno urlato per tutti i settanta minuti dell’esibizione di Avril, anche quando dovevano cantare: canta se sai i pezzi, cosa gridi a caso? Sempre? Avrei voluto avere un M-16 per sistemarne un paio vicino a me, eppure ero lontano dal palco ma le tipe credevano che la star le avrebbe sentite comunque…
Per capirci, a me interessava soltanto accontentare la fidanzata, però sotto sotto qualche pezzo della popstar lo mastico, su Sk8er Boy non son riuscito a sentire nulla tanto gridavano quelle…

Proseguiamo con Lei, la Avril che mi ha stupito. Positivamente. Intanto per il coinvolgimento che ha messo in piedi dall’inizio alla fine; per la voce che credevo sarebbe crollata presto e invece ha retto e pure bene (non che debba fare acuti alla Robert Plant sia chiaro), facendo il proprio dovere (ero gasato come un bocia sul ritornello di I Can Do Better); per la simpatia dimostrata in occasione di un errore su una strofa e per la spontaneità dimostrata nel ringraziare il pubblico che sapeva davvero ogni parola delle lyrics; per le scenografie e le coreografie essenziali ma ben riuscite insieme a coriste e compagni di palco; per la disponibilità dimostrata all’uscita dal backstage, in hotel e quando poteva dedicarsi a firmare autografi ai propri fans: per essere una popstar (e non dite, per pietà, che è una rockstar anche se fa le cornine) si è comportata alla grande, pollice altissimo per questo!
Passiamo a ciò che mi ha stupito negativamente: intanto potrebbe correre un po’ di più, aumentare l’entusiasmo quando presenta i componenti della sua band e cercare di suonare un po’ più a lungo dato che i biglietti per i concerti costano caro e settanta minuti, a voler esagerare, sono pochi.

Come si può vedere però sono di più le impressioni positive, e questa è una buona cosa, dato che mi ero avvicinato alla serata per mero dovere coniugale e con la certezza di assistere all’ennesimo show plastificato e costruito apposta per gettare fumo negli occhi ai, numerosi, convenuti. E se considero il fatto che il rockettino pop e leggero della giovane promessa (o già realtà? No, crescerà ancora vedrete…) del firmamento musicale di massa ha avuto buoni volumi, velocità sostenute e momenti in cui era difficile non farsi coinvolgere, devo ammettere che la biondina ha fatto un buon concerto. Brava…la prossima volta però mezz’oretta in più non guasterà ok?

Setlist: Intro, Girlfriend, I Can Do Better, Sk8er Boy, My Happy Ending, Runaway, When You’re Gone, I Always Get What I Want, Losing Grip, Hot, I’m With You, Everything Back But You, The Best Damn Thing, I Don’t Have To Try, He Wasn’t, All The Small Things (Blink 182 cover), Complicated.

Grazie a Rosario Maduli

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