Claudio Baglioni – DatchForum, Milano 21 aprile 2007


A voi il report del concerto da un inviato molto speciale, il nostro webmaster che per l’occasione ha deciso di lasciarsi coinvolgere dall’emozione raccontandoci col cuore un evento a cui teneva particolarmente. A lui la parola.

Un gran concerto. Un grande spettacolo. Davvero un Gran Finale per il fortunatissimo Tutti Qui Tour. Si respira odore di festa. Non sembra un concerto. E’ come se 8000 persone si fossero trovate insieme alla festa di un amico comune. E in effetti, per noi “Baglioniani”, Claudio è come un amico. Si è cresciuti insieme, gioito insieme, a volte sofferto insieme. In musica.

Il nostro amico, ormai 56enne, è lanciatissimo. Scenografie, installazioni, luci e suoni di sottofondo, nuovi arrangiamenti… Personalmente ho avuto un attimo di smarrimento quando, sull’attacco di una canzone, ci sono state delle esplosioni sul palco e Claudio ci salutava facendo il mitico gesto delle corna, tanto che ho pensato per un attimo di essere ad un concerto dei Metallica…

Il concerto si apre con una bellissima Tutti qui, seguita da Strada facendo, Noi no e Avrai (che vede Claudio alla chitarra col supporto di un coinvolgente quartetto d’archi). Tre ore di musica, suoni, immagini, canzoni ed emozioni. Le uniche interruzioni, che durano forse 4 secondi, servono solo per permettere ai musicisti di cambiare postazione e strumento. Anche Paolo “Paolone” Gianolio passa tranquillamente dalla sua Parker Fly Custom ai fiati (flauto traverso, sax, trombe varie). Fenomenale un “duello” in cui Gianolio con la sua chitarra sfida uno strumentista armato di violino midi (con effetto overdrive) a replicare le sue prodezze.

Il concerto è diviso in varie sezioni. Ognuna, contraddistinta da uno dei 4 elementi (acqua, terra, fuoco, aria), rappresenta la storia e la crescita musicale di Baglioni. Niente è lasciato al caso. Ogni sezione regala emozioni, sia per i pezzi eseguiti che per l’atmosfera che si viene a creare. L’esecuzione dei brani è accompagnata da luci “a tema” che variano dal blu al giallo al rosso. Negli schermi posizionati intorno al palco scorrono immagini di mari, oceani, quindi vallate, montagne, cieli con grappoli di nuvole e infine delle fiamme rosso vivo, come piccoli falò intorno al palco.

Ormai abbiamo capito. Claudio non è più quello di una volta. Quello che si sedeva al piano e non si alzava dallo sgabello se non per andarsene alla fine del concerto. No. Adesso si siede solo quando vuole fare il romantico e arpeggia un po’ la sua chitarra, per il resto urla, salta, balla, corre tra il pubblico. Il suo pubblico. Un grande pubblico. Quelli che lo seguono da anni. Dall’inizio. Ma anche qualche new entry. Proprio nella fila davanti alla mia si agitano due ragazzine che avranno 35 anni in 2. Capisco quindi che Claudio conquista ancora qualche cuore, oltre a tenersi stretti quelli già suoi. Ed è giusto così. Il tempo passa in fretta, è mezzanotte, Baglioni ci saluta a suo modo ricordandoci che “La vita è adesso”. E sono sicuro che ogni singolo presente al concerto avrà pensato che dove c’è lui “Il sogno è sempre”.

V.R.

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