Concerto Stefano Bollani Roma 21 novembre 2011

Concerto Stefano Bollani Roma

E’ difficile il mestiere di recensore quando ti trovi di fronte ad uno show così ben calibrato: virtuosismo, estro, empatia, quell’approccio accattivante, quelle citazioni in libertà che vagano da “Estate” di Bruno Martino, a “Rolou” di Egberto Gismontifino alla bellissima, lirica “O Que Sera” di Chico Buarque.

Tutto questo senza perdere quel filo di autoironia (vedi “Il Barbone di Siviglia” brano di autore contemporaneo di nome Bollani Stefano…).

Si divertono, i due, giocano, traghettandoci dai ritmi vorticosi di Alfredo da Rocha Viana Filho in arte Pixinguinha (1987-1973) alla cantabilità di Milton Nascimento all’approccio jazzistico di Hermeto Pascoal.

I perfetti incastri ritmici consentono ai due musicisti continui scambi di ruolo, dove si fatica a distinguere tra melodia e ritmo, tra solista ed accompagnatore.

Molto concentrati su sè stessi ma anche in attento ascolto l’uno dell’altro (fatto non del tutto scontato visti i tanti musicisti che, letteralmente, si suonano addosso) ci affascinano per la continua metamorfosi cui sottopongono i loro brani, per gli stimoli e le evocazioni, e per il dominio su materiali che, sul piano tecnico della ritmica e dell’armonia, non sono di facile approccio.


Scivolano via quasi due ore di bella musica, che tentare di assimilare a qualsiasi genere (jazz? samba? bossa nova?) sarebbe esercizio sterile e riduttivo.

Ce ne andiamo via, appagati, sulle note di “Canto de Ossanha“, dove le parole di Vinícius de Moraes, per chi le ricorda ancora, suonano un po’ come augurio ma anche come una dolcissima messa in guardia sulle malizie dell’amore…

Vai, vai, vai, vai, amar
Vai, vai, vai, sofrer
Vai, vai, vai, vai, chorar
Vai, vai, vai, dizer
Que eu não sou ninguém de ir
Em conversa de esquecer
A tristeza de um amor que passou
Não, eu só vou se for pra ver
Uma estrela aparecer
Na manhã de um novo amor

Amerai
Soffrirai
Piangerai
Dirai
Che io non sono nessuno per mettermi
A parlare di dimenticare
La tristezza di un amore che se ne è andato
No, lo farei solo se vedessi
Apparire una stella
Nel mattino di un nuovo amore

Roma, Auditorium Parco della Musica
Sala Santa Cecilia
21 novembre 2011

Stefano Bollani, pianoforte
Hamilton de Holanda, mandolino a 10 corde

Marco Lorenzo Faustini

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