Paul Di’ Anno + Children of the Damned – Fontigo (Treviso), 5 luglio 2008

Sarà un uomo finito, sarà una persona che ha passato un sacco a rosicare per l’occasione della vita perduta che altro, ma ogni calata di Paul Di’Anno è sempre accolta bene dal popolo italiano: l’attaccamento alla Vergine di Ferro, si sa, è fortissimo, e questa resta sempre un’occasione per sentire i brani dei primi due album dal vivo, spesso dimenticati dalla band madre. Aggiungete il fatto che la serata, tenutasi durante i festeggiamenti di una festa della birra dell’alta provincia trevigiana, è stata gratuita ed il gioco è fatto. 

Ad aprire la serata i bolognesi Children of the Damned, una delle più rinomate tribute band degli Iron Maiden a livello europeo, che da anni accompagna il cantante in giro per l’Europa. Come sempre grande show, ormai rodato da anni di attività live. La fedeltà sonora è praticamente perfetta e degna di nota la scaletta scelta, che sacrifica i brani arcinoti per dar spazio a perle come “The Loneliness of the Long Distance Runner”.

Dopo un eccesivamente lungo cambio palco, entra Paul Di’Anno per la sua oretta di show. Stupisce lo stato di forma nei primi pezzi del frontman inglese: infatti, nei primi tre sfoggia una voce invidiabile, di gran lunga migliore a quella del tour del 2004, al punto di far pensare che si sia ripulito ed abbia “ricominciato a cantare”. Tutti i limiti di una vita basata sugli eccessi, però, saltano fuori con “Murders in the Rue Morgue”: svociato, costretto a far cantare il pubblico più volte. Una condizione che si porterà dietro per tutto il resto del set (da notare l’ospitata del cantante/emulo di Dickinson dei Children of the Damned su “Running Free”), escludendo “Remember Tomorrow”, canzone nella quale ha dato il meglio di sé e che, da sola, vale tutto lo sbattimento per andare a vedersi un suo concerto.

Sui suoi pezzi solisti: non male, anche se, virando più su rotte hardcore, non hanno nulla da spartire con il repertorio degli Iron Maiden. Sul pubblico: delirio totale per tutto il set dei Children of the Damned, un mix di indifferenza (con brani come “Murders in the Rue Morgue”, tra parentesi), delirio per i pezzi vecchi noti a tutti (“Phantom of the Opera”) e rabbia nel vedere un DiAnno che canta in growl buona parte di “Killers”.

Il solito concerto di Paul Di’Anno, cantante che il viale del tramonto lo ha imboccato da un pezzo, ma che comunque ispira ancora tenerezza, anche solo per aver cantato in album epocali (i migliori della band, secondo il sottoscritto) come “Iron Maiden” e “Killers”. In ogni caso, anche se una forma buona è ancora lontana, si è comportato molto meglio rispetto a qualche anno fa.

Children Of The Damned Setlist: Where Eagles Dare, The Number of the Beast, The Trooper, The Loneliness of the Long Distance Runner, The Evil that Men Do, The Clairvoyant, Seventh Son of a Seventh Son, Children of the Damned, Fear of the Dark, Hallowed be thy Name

Paul Di’Anno Setlist: The Ides of March, Wrathchild, Prowler, Marshal Lockjaw, Murders in the Rue Morgue, The Beast Arises, Children of Madness, Remember Tomorrow, Impaler, Killers, Phantom of the Opera, Running Free, Transylvania, Blitzkrieg Bop, Sanctuary.

Nicola Lucchetta

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