The Cure, il report e la scaletta del concerto a Bologna del 29 ottobre 2016

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the-cure-report-scaletta-concerto-bologna-29-ottobre-201629 ottobre 2016: il concerto dei The Cure a Bologna inaugura la branca italiana del tour, con la prima di quattro date. Il 30 ottobre la band sarà a Roma, e l’1 e il 2 novembre a Milano. Di seguito il report e la scaletta del concerto.

Il report del concerto a Bologna

Entro all’Unipol Arena di corsa, che forse non è una grande idea di questi tempi, e salgo sulle gradinate, facendomi aiutare da tre diverse ragazze Barley. Che dire, non trovavo il posto. Dall’alto c’è una buona visuale di tutto il palazzetto, che è gremito: gli ultimi entrati nel parterre hanno giusto un metro e mezzo alle spalle, poi c’è la porta. Prendo posto, e l’aria inizia a essere elettrica: come prima di una tempesta. Tra poco vedrò per la prima volte i Cure dal vivo, e l’altezza delle aspettative non scherza.

Robert Smith e soci prendono posto, e le note di “Plainsong” invadono l’Arena. Il primissimo impatto è quello sonoro: i suoni sono ottimi, e rendono al meglio quel sound che è un vero e proprio marchio di fabbrica. L’attacco è fenomenale: non ci sono alti e bassi, ma solo alti e altissimi; tra i primi brani ascoltiamo “Pictures of You”, “Closedown”, “A Night Like This”, “Push” e “In Beetween Days”. Se per assurdo la serata si chiudesse qui potrei già dirmi soddisfatto, ma per fortuna non è così. La musica è come un fiume in piena, che fluisce dal palco alla platea per poi diffondersi ovunque, e i passaggi da un brano all’altro sono altrettanto fluidi. I musicisti da buoni inglesi tendono a tenere le proprie postazioni, eccezion fatta per il bassista che invece non riesce a contenersi e si sposta di continuo. Tra un brano e l’altro della corposa setlist non c’è spazio per grandi chiacchiere: Smith non pronuncia più di un paio di frasi, ma le melodie dicono tutto quello che c’è da dire.

L’ipnotico e irresistibile fluire della musica si arresta dopo “Disintegration”, ma è solo per un attimo: è la prima di tre brevissime interruzioni, ma siamo ancora ben lontani dalla fine dei giochi.
Gli schermi alle spalle della band mostrano per buona parte del tempo gli stessi musicisti, ma su “A Forest” le immagini proiettate cambiano, volte a sottolineare ulteriormente l’allegoria boschiva con cupi alberi in negativo. Anche la chioma del cantante sembra essere passata al negativo, ingrigita rispetto alle immortali immagini dei videoclip, ma il suo spirito (e quello di tutta la band) non sembra intaccato dal passare degli anni.

Ed è propria quando pensi che non possa andare meglio di così, dopo aver ascoltato “Fascination Street” e “Burn”, che i Cure spingono ulteriormente il piede sull’acceleratore. In quest’ultima fase del concerto il ritmo aumenta, e trovano spazio quel capolavoro pop chiamato “Friday I’m in Love”, l’immensa “Boys Don’t Cry”, “Close to Me” e “Why Can’t I Be You?”, con la quale The Cure chiudono la serata. È proprio in chiusura che Smith abbandona per un momento la chitarra e fa un passo verso il suo adorante pubblico a braccia aperte, un gesto rapido e minimale quanto carico di significato e subito accolto con un boato dalla folla.

Serve davvero tirare le somme dopo un concerto del genere? I Cure dal vivo sono magistrali. Dalla prima all’ultima nota suonata catturano l’ascoltatore in un vortice sonoro, dal quale non c’è ragione di voler uscire. I brani, nonostante le provenienze da album e epoche differenti, sono amalgamati al meglio, creando una sorta di unica grande opera musicale. Un’esperienza sonora. Senza cercare altri sinonimi: i Cure dal vivo sono una bomba.

La scaletta del concerto a Bologna

  1. Plainsong
  2. Pictures of You
  3. Closedown
  4. A Night Like This
  5. Push
  6. In Between Days
  7. The Hungry Ghost
  8. alt.end
  9. The Walk
  10. Primary
  11. If Only Tonight We Could Sleep
  12. Shake Dog Shake
  13. Charlotte Sometimes
  14. Lovesong
  15. Just Like Heaven
  16. From the Edge of the Deep Green Sea
  17. Prayers for Rain
  18. Disintegration
    Encore:
  19. At Night
  20. M
  21. Play for Today
  22. A Forest
    Encore 2:
  23. Want
  24. Never Enough
  25. Fascination Street
  26. Burn
    Encore 3:
  27. Lullaby
  28. The Caterpillar
  29. Friday I’m in Love
  30. Boys Don’t Cry
  31. Close to Me
  32. Why Can’t I Be You?

 

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