Music Attitude

U2 – San Siro, Milano 7 luglio 2009

Prosegue il Tour 360° degli U2 che dopo l’apertura a Barcellona sbarca anche in Italia. Appena entrati nello stadio si rimane senza fiato, rapiti dalla magnificenza del palco nominato Claw (Artiglio): 50 metri di altezza per 58 metri di circonferenza, uno spettacolo per gli occhi! Quattro enormi artigli che sorreggono il maxischermo a 360° e una palla da discoteca posta sul punto più alto della struttura, che si eleva quasi quanto la copertura di S.Siro.

Questa meraviglia tecnologica è già entrata nel Guinness dei Primati come la struttura musicale più alta di tutti i tempi, polverizzando il precedente record che apparteneva ai Rolling Stones con 25 metri. Superato lo shock visivo iniziale siamo pronti per gli Snow Patrol che riscaldano la platea con dell’ottimo rock e la suadente voce del cantante, aumentando ancora di più le attese per gli headliner.

Snow Patrol

Dopo poco più mezz’ora inizia il vero spettacolo: gli U2 salgono singolarmente sul palco tra i boati del pubblico, Bono entra per ultimo e attacca Breathe spedendo i 77.000 presenti in delirio. Seguono altri tre brani dal nuovo disco: la titletrack No line on the horizon, Get on your boots e Magnificent: capiamo che la band sta bene, in particolar modo Bono sembra aver ritrovato l’estensione vocale dei vecchi tempi.

L’acustica dal mio punto d’ascolto (secondo anello) è più che buona anche se probabilmente un utilizzo minore dei bassi avrebbe giovato maggiormente alla qualità sonora generale. Bono inizia ad interagire con i fans: How do you like our Space Junk ? We think it’s somewhere between a spaceship and a cactus flower…, descrizione perfetta: un mix tra una base spaziale ed un fiore di cactus, ed aggiunge: Sono tempi difficili e molta gente è senza lavoro. Non possiamo risolvere il problema questa sera, ma possiamo darvi la più bella notte della vita..  Partono in sequenza Beautiful day e I still haven’t found what i’m looking for che il pubblico canta talmente bene e forte che il vocalist per lunghi tratti rimane in silenzio ad ascoltare stupito lo spettacolo regalato, questa volta agli U2, dai presenti.

E’ il turno di Angel of Harlem, canzone scritta in memoria di Billie Holiday, ma dedicata eccezionalmente a Michael Jackson recentemente scomparso: sulla coda del pezzo Bono rende omaggio a Jacko cantando parti di Men in the mirror e Don’t Stop Til You Get Enough e chiudendo con Stand by me di Ben E. King: da brividi.
Nel mentre, la band di Dublino sfrutta appieno lo spazio a disposizione andando in giro a raccogliere gli applausi e le ovazioni dei 2000 fortunati che affollano il ring interno al palco e quelli vicini alla immensa passerella circolare.
Bono invita quindi la figlia Eve a salire sullo stage per festeggiare il suo compleanno: i due brindano con calici di champagne e il pubblico inizia a cantarle Happy Birthday: lei è visibilmente emozionata, d’altra parte anche se sei figlia della rockstar più famosa al mondo non capita tutti i giorni di ricevere gli auguri da uno stadio intero! Subito dopo un’inaspettata sorpresa: Party Girl, canzone che appartiene agli esordi della band che purtroppo però solo i fedelissimi conoscono e cantano.

Si prosegue con In a little while, Unknow caller e Unforgettable fire dall’omonimo album.
Da qui l’apice tecnologico del concerto; il Claw tira fuori gli artigli e, mentre la band inizia a suonare City of blinding lights, il maxischermo inizia ad allungarsi verso il basso arrivando quasi a toccare la base del palco, tra il delirio e l’incredulità dei presenti. Lo schermo ci bombarda con giochi di luci e immagini mai viste prima d’ora e dei proiettori che vanno a rischiarare il cielo della notte milanese.

I quattro proseguono con una versione violentissima di Vertigo (alla faccia di chi li accusa di essere troppo morbidi) che fa letteralmente tremare lo stadio. Poi l’ennesima sorpresa: parte una base Jungle/Dance degna dei tempi di Pop su cui Bono e soci remixano I’ll go Crazy If I Don’t Go Crazy Tonight dell’ultimo album, regalandoci una versione inedita della traccia; in questa occasione anche Larry Mullen può abbandonare la batteria andando a pestare letteralmente dei bonghi mentre si avventura tra il pubblico. Seguono Sunday bloody Sunday e Pride (In the name of love) ormai due classici della storia del rock, subito dopo MLK scritta per Martin Luther King apre la finestra social/politica dell’evento: dei ragazzi salgono sul palco  con delle maschere che rappresentano il leader dell’opposizione birmana San Suu Kyi, quindi Bono le dedica Walk On.

Breve pausa in cui viene mostrato un video in cui compare il vescovo antiapartheid Desmond Tutu, che sostiene la campagna di Bono in favore dei paesi poveri, chiamata One, quindi si torna alla musica con una emozionante Where the streets have no name, a cui segue un messaggio del singer, tradotto sullo schermo in tempo reale, rivolto al nostro Primo Ministro. Quindi, inevitabile, arriva quello che è probabilmente il loro pezzo più famoso: One.

Il concerto sarebbe finito qui ma il pubblico ne vuole ancora! Gli U2 tornano agli strumenti per il classico reprise e regalano altre tre canzoni: l’inusuale ma bellissima Ultraviolet , la mitica With or without you e la toccante Moment of surrender forse la più emozionante di No Line on the horizon.
Questa volta è davvero tutto e i quattro fanno il giro dello stage per raccogliere l’ultima calorosissima standing ovation della serata prima di congedarsi definitivamente.
In conclusione un’ottima performance della band che ha dimostrato, se mai ce fosse ancora bisogno, di essere sempre capace di emozionare e stupire il pubblico nonostante la pluri decennale carriera; menzione d’onore per Bono che ha fornito una prestazione vocale impressionante e per i paganti che hanno cantato tutte le canzoni, sovrastando il gruppo in paio d’occasioni.
Unica pecca della serata è stata forse l’acustica non sempre nitida, problema riscontrato particolarmente nella zona del prato.
Resta comunque un’esperienza audio/visiva strabiliante e mai vista prima, consigliato a tutti, anche a chi non li ama…potreste ricredervi…

Setlist: Breathe, No line on the horizon, Get on your boots, Magnificent, Beautiful day, I still haven’t found what I’m looking for/Stand by me, Angel of Harlem/Man in the mirror/Don’t stop ‘til you get enough, Party girl, In a little while, Unknown caller, Unforgettable fire, City of blinding lights, Vertigo, I’ll go crazy if I don’t go crazy tonight (remix version), Sunday bloody Sunday, Pride (in the name of love), MLK, Walk on, Where the streets have no name, One, Ultraviolet, With or without you. Moment of surrender.

Grazie a Roberto Pezzarossa e Silvia Gasparri

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.