Ufo – Live Club, Trezzo sull’Adda 8 novembre 2006

  (Phil Mogg)

La prima sorpresa della serata è rappresentata dal gruppo di supporto Kreisor, non atteso perché non indicato sul biglietto ma davvero entusiasmante: un misto di heavy e blues con un chitarrista virtuoso ed un cantante-tastierista dalle tonalità sorprendenti scalda gli animi dei fan degli UFO.
Quando il gruppo inglese sale sul palco sono già passate da tempo le 23, un orario davvero eccessivo se si considera che è un giovedì e che ben pochi di noi abitano a Trezzo, ma ben presto l’atmosfera si surriscalda. Il gruppo è composto per 4/5 dai membri storici, manca “solo” Schenker che è rimpiazzato dall’ottimo Vinnie Moore. Phil Mogg e Vinnie Moore appaiono quelli più in forma, anche se il divario d’età tra il chitarrista ed il resto della band è notevole. Quello che pare, almeno esteticamente, aver pagato di più anni ed eccessi sembra essere invece il bassista-leader Pete Way,  idolo di Steve Harris, ma ormai ridotto ad una parodia di se stesso e dello stesso Harris! Come dimostrano anche gli ultimi album da studio, l’ingresso di Moore si è rivelato decisivo e ha donato al gruppo nuova linfa vitale, paragonabile a quella data da Steve Morse ai Deep Purple a metà anni novanta. Il concerto risulta essere sostanzialmente una carrellata dei loro più grandi successi, intervallati da alcuni brani dell’ultimo album, che il pubblico però pare quasi ignorare. “Let It Roll”, “Mr Freeze” e “Wild One” esaltano i presenti che con l’andare del tempo paiono davvero scaldarsi; come in ogni concerto degli UFO non possono poi mancare pezzi ad alto tasso sentimentale come la celeberrima “Love To Love”, che strappa qualche lacrima anche al più incallito rocker. Il finale è lasciato alle hit: “Rock Bottom” fa alzare anche i più pigri che assistono al concerto dai tavolini e “Too Hot To Handle” viene cantata a gran voce dai fan, tanto da coprire il gruppo. E’ però con “Doctor Doctor” che avviene la totale fusione tra pubblico e gruppo e ci si rende conto di quanto questa band sia stata sottovalutata, soprattutto fuori dal Regno Unito.

L.G.

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