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Cesare Cremonini: libertà prima di tutto

Cesare Cremonini non è in compagnia del fido Ballo, amico e bassista (ed è una notizia: sono inseparabili). I suoi pensieri, oltre che alla musica, sono rivolti al calcio: tifa per il Bologna e ammette che, non per bonismo, è stato contento della vittoria dell’Inter in Champions League. Tiferà Italia ai prossimi mondiali, di cui prevede che Messi sarà la stella.

E la musica? E’ nei negozi “1999-2010 The Greatest Hits”, la tua raccolta. Come mai hai scelto questo momento per pubblicarla (in un doppio cd al prezzo di uno, tra l’altro)?
Perché quando ho registrato il singolo “Mondo” ho sentito lo stesso timbro vocale che avevo due anni fa nel cd “Il Primo Bacio Sulla Luna”: in precedenza la mia voce era sempre differente da un disco all’altro quindi mi sono detto che forse questo era il momento giusto per una raccolta. Rappresenta la mia crescita prima come uomo e poi come musicista: ho appena compiuto 30 anni, ne è passato di tempo da quando con “50 Special” parlavo della fuga dai compiti. Questo, insomma, non è un best di fine contratto.

Ma sei a fine contratto?
Sì. Sceglierò per il futuro chi mi darà più libertà, elemento fondamentale nella vita così come nelle canzoni. Senza la libertà non avrei avuto un percorso musicale come quello che ho fatto, per certi versi così anarchico.

Ho visto un posto che mi piace, si chiama mondo: primo verso di “Mondo”, il tuo inedito che è schizzato ai vertici della classifica del Music Control e delle vendite digitali…
E’ una canzone che canto con Lorenzo (Jovanotti, nda). Ho sempre saputo che nel mio best ci sarebbero stati ospiti che non apparivano solo per una semplice collaborazione discografica: Lorenzo ha un canale di comunicazione privilegiato con la mia generazione; ascoltando le sue canzoni ho iniziato a sognare di fare il cantante.

L’altro duetto è con Malika Ayane in “Hello!”.
Lei è la mia ragazza e per me canta in maniera speciale. Non abbiamo nessuna paura di esporci con la musica.

Hai già pensato al tour?
Sarà in autunno: lo vorrei elettrico e, se il disco arriverà a un grande numero di persone che vorranno venire a sentirmi dal vivo, lo vorrei fare nei palasport. Io credo che anche un critico dovrebbe scrivere di un disco dopo averlo sentito dal vivo: è durante un concerto che emerge la vera personalità di un artista. Malika? E’ invitata sul palco, solo se e quando vorrà.

Foto di Andrea Colzani 

Francesca Binfaré

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