Franco Battiato e PGR, insieme per fare ConFusione

“Pensavo che con i PGR fosse finita, Per Grazia Ricevuta”, commenta Giovanni Lindo Ferretti nel trovarsi davanti il cd “ConFusione”. E in effetti, Ferretti e soci sembravano avere messo definitivamente una pietra sopra questo progetto erede dei CCCP e dei CSI.


Ma a ridare (almeno per lo spazio di un ultimo disco) vita ai PGR è intervenuto il taumaturgo della musica italiana Franco Battiato, che ha imposto le mani su nove brani della band e li ha disidratati – per usare il termine riportato in copertina – e reinventati.

“Cronaca Montana”, “Cavalli e cavalle”, “Come bambino” sono alcuni dei brani scelti e remixati da Battiato tra quelli messigli a disposizione dal repertorio dei PGR. “Gli abbiamo detto di sentirsi libero di tagliare e buttare via”, spiega Ferretti. Franco non se lo è fatto ripetere due volte e ha asciugato, ridotto all’essenza e poi rivestito nove canzoni prese dagli album “Per Grazia Ricevuta”, “D’anime e d’animali” e “Ultime notizie di cronaca”. E il risultato è notevole, per ammissione degli stessi PGR. “Ci sono tre o quattro brani che sono proprio venuti fuori, come Orfani e vedove”, ammette il chitarrista Giorgio Canali, pur aggiungendo che “sugli altri si può discutere se siano meglio in un modo o nell’altro”. Ma anche lui come Ferretti e il bassista Gianni Maroccolo si dice d’accordo sull’importanza di un punto di vista esterno nel rimettere mano ai pezzi in questione.

In effetti, dopo il “trattamento-Battiato”, molte delle canzoni inserite in ConFusione hanno assunto un’inedita leggerezza, da non confondersi però con frivolezza, visto lo spessore del soggetto chiamato in causa. Semplicemente, è come se le diverse linee compositive interne a brani come il già citato “Orfani e vedove” o “Montesole” fossero stati sintetizzati in un unicum maggiormente coeso e, forse anche per questo, accessibile. “Su tre canzoni mi sono addirittura messo sull’attenti” racconta Ferretti, “ e almeno una mi ha fatto ballare”. E far ballare uno come Giovanni Lindo non dev’essere impresa facile, dato che come lui stesso ha spiegato oggi come oggi il suo rapporto con la musica è tutt’altro che sereno: “Prima pensavo che non fosse possibile una vita senza la musica. Ora è l’opposto, la odio”.

Detto questo, “ConFusione” era un’operazione necessaria? Forse no, i dischi dei PGR dicono già molto per conto loro e il progetto è per chiara volontà dei suoi membri defunto da tempo. Ma si tratta di un disco in cui contano molto le personalità coinvolte e se un soggetto come Battiato si mette in testa di riscrivere le musiche di qualcun’altro, allora deve avere i suoi buoni motivi per farlo. E  in effetti, spogliati di una certa pesantezza di fondo propria dei PGR, le nove canzoni rifioriscono e tornano ad avere qualcosa di nuovo da dire. La (Con)Fusione è riuscita.

Marco Agustoni

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