Intervista Johnny Winter blues fino alla fine

Johnny Winter live Giuseppe Craca (1)

Johnny Winter è una persona incredibilmente vera e appassionata. Nel suo tour italiano che si sta svolgendo in questi giorni riesce a dimostrare la sua abilità e devozione assoluta alla causa del blues. Ha compiuto 68 anni il 23 febbraio e, oltre a fargli gli auguri, gli abbiamo domandato come se la passa, se abbia ancora progetti da realizzare in una carriera oramai lunga e densa di momenti indimenticabili e quindi se c’è qualcosa che oggi non rifarebbe più. Abbiamo trovato un artista onesto senza rimpianti e schietto, un po’ come la musica che continua a proporre dopo anni di attività: “Roots (suo ultimo disco) è il mio primo album in cui ho incluso alcuni pezzi che hanno influenzato pesantemente la mia crescita musicale nei primi anni di attività. Sono tornato indietro per riproporre un blues classico e che riporti alle radici di questa musica. Per farlo ho collaborato con diversi amici e musicisti abilissimi, è stato molto divertente.

C’è qualche nome che vorresti avere ospite prossimamente?Stiamo lavorando su un’ipotetica lista di nomi a dire il vero, so che Billy Gibbons (ZZ Top, ndr) sarebbe della partita, mi piacerebbe molto lavorare con Eric Clapton e Dr. John (aka Malcolm John “Mac” Rebennack, Jr., ndr), vedremo quel che si riuscirà a fare. Sono rimasto molto soddisfatto del risultato finale di “Roots” e della produzione del disco che ha curato il mio chitarrista Paul Nelson!
Oltre a duetti nuovi, qualcosa che vuoi ancora fare o che ti manca da realizzare nella tua vita artistica?E cosa? Sono felice di poter continuare a fare quello che faccio tutti i giorni, sono, voglio essere e rimanere un blues man fino alla fine, fino a quando morirò. Faccio blues dall’inizio, amo questa musica e ho sempre suonato in questo modo senza cambiare più di tanto il mio stile e continuerò a suonare così perchè tutto questo è la mia vita.

Quali sono stati i momenti migliori e peggiori considerando tutta la tua carriera da musicista?Facile rispondere a questa domanda: il più alto in assoluto è stato senza dubbio suonare insieme a Muddy Waters. Il più basso? Anche qui ho pochi dubbi, tutti i momenti in cui ho assunto droga sono stati i peggiori, dannatamente i punti più bassi della mia carriera.”
Qual è la tua opinione sul music business attuale, anche in rapporto con la crisi economica che sta travolgendo ogni ambito?Anche qua sarò diretto: non mi piace nulla che abbia a che fare con l’industria della musica al giorno d’oggi. Mi limito a suonare e spero che la gente compri la mia musica, il resto non mi interessa.”

Stefania Russo


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