Matteo Becucci

Anche per il vincitore di X Factor è arrivato il momento dell’album di debutto, dopo l’EP di prammatica uscito a trasmissione appena terminata. S’intitola “Cioccolato Amaro e Caffè”, e si affida ad un’idea vecchia ma sempre utile ed efficace: quella di reinterpretare brani celebri della storia recente e passata della musica internazionale, prassi comune negli anni Sessanta dell’Italia del boom.


 

17 novembre 2009

Lo stesso Becucci ci illustra quello che per lui rappresenta questo disco, e le differenze fra esso e il precedente EP: “In ‘Impossibile’ sono contenuti i pezzi che ho cantato ad X Factor, mentre per il nuovo disco – che comunque io considero ancora un EP, dato che contiene otto tracce – ho voluto cimentarmi in canzoni diverse, alcune delle quali hanno segnato la mia carriera e la mia crescita artistica. L’ho fatto anche perché non mi sentivo ancora pronto per un disco d’inediti, ma posso già anticipare che ora mi sento attrezzato per il grande salto e che il prossimo disco sarà basato su canzoni totalmente nuove”.

Addentrandosi ulteriormente nell’argomento, Matteo parla anche dell’apporto fondamentale che Lucio Fabbri ha avuto nelle vesti di produttore e di musicista: “Lavorare con lui è stato fantastico. Tutti sanno che si tratta di un grande musicista, che ha suonato nella PFM e che ha collaborato agli arrangiamenti dello storico tour insieme a Fabrizio De Andrè; ma, oltre a questo, e a costo di sembrar retorico, mi ha colpito la sua umiltà e la sua enorme disponibilità, la sua capacità di trasmettere entusiasmo in quello che fa e in quello che insegna. Ma, oltre a lui, i miei ringraziamenti vanno anche a Kaballà, che mi ha coadiuvato negli arrangiamenti in italiano, e a tutti i musicisti che hanno collaborato con me nella realizzazione dell’album. So che tutto questo può suonare strano, perché alla fine sto parlando di un mio disco, ma il loro contributo è stato davvero fondamentale”.

Il cantante livornese ci parla anche dei brani del disco ai quali è più legato e che gli hanno regalato le maggiori soddisfazioni: “Probabilmente il pezzo che mi ha dato più gioia nell’interpretarlo e nell’arrangiarlo è stato ‘Fuoco nel Cuore’, ossia ‘Smoke On The Water’ dei Deep Purple. Questo perché si trattava di un arrangiamento che avevo in mente da parecchi anni, e che non ero mai riuscito ad incidere; ogni volta che lo proponevo a qualcuno mi si dava del pazzo, mi si diceva che non potevo cambiare l’accento al riff più famoso della storia del rock, che si trattava di un pezzo intoccabile, e cose di questo genere. Invece credo di aver dimostrato che si poteva fare, e ritengo che il risultato finale stia qui a dimostrarlo. Ci sono anche altri pezzi a cui tengo particolarmente: su tutti ‘Fragile’ di Sting, che reputo uno dei più grandi capolavori mai scritti dall’artista inglese. E non dimenticherei neppure ‘Victims’ dei Culture Club, riuscitissima grazie anche ad un arrangiamento pazzesco di Fabbri; quando l’ho sentito ho detto subito a Lucio che si trattava di un arrangiamento di lusso, e poterla cantare ed includere nel disco è stato un gran piacere”.

Ma come è stato deciso il singolo di lancio? La scelta è ricaduta subito su ‘Ti Troverò’? “In realtà all’inizio eravamo indecisi fra questa e la title – track. Anche perché ‘Cioccolato Amaro e Caffè’ – il cui titolo originale è ‘Cigarettes and Chocolate Milk’ di Rufus Wainright – è il pezzo più bizzarro e particolare del cd, quindi in un primo momento avevamo pensato di utilizzarlo come singolo trainante. Però ci siamo resi conto che la linea melodica di ‘Ti Troverò’ era troppo bella e cantabile per non sfruttarla come presentazione immediata del disco, quindi alla fine abbiamo optato per questa rielaborazione di un pezzo di Jim Diamond, il cui titolo originale è ‘I Didn’t Know’”.

Fino ad ora con Matteo si è parlato soprattutto di artisti stranieri. Ma quali sono i suoi musicisti italiani preferiti? “In realtà non ho particolari preferenze, un idolo che spicchi su tutti. Per fortuna la musica italiana è ricca di belle canzoni, e io sono piuttosto onnivoro in questo ambito. Comunque, in questo momento apprezzo particolarmente Mario Venuti, Samuele Bersani e Niccolò Fabi”.

Chiaramente, il discorso non poteva tralasciare l’argomento ‘X Factor’. Come ha vissuto quest’esperienza l’artista? Quali le sue impressioni dopo la vittoria? “Per me X Factor è stato sicuramente un palcoscenico importante, ma anche dopo la vittoria non ho avvertito un particolare tipo di pressione. O meglio, la pressione di sempre, quella di un mondo nevrotico come quello della canzone, ma le soddisfazioni sono talmente grosse che si va avanti lo stesso. In ogni caso quello di X Factor è stato solo l’inizio, adesso viene il bello.” Nel corso dell’intervista Becucci trova anche il modo di spezzare una lancia a favore dei suoi sfidanti nella finale, i The Bastard Sons Of Dioniso: “Con loro mi sono trovato davvero benissimo, sono ragazzi educati e intelligenti, e sanno anche loro che la vera carriera inizia adesso. E sono sicuro che avranno un grande futuro, grazie anche ad una preparazione musicale veramente notevole”.

Si prospetta un futuro roseo anche per il musicista toscano, a giudicare dalla chiarezza che manifesta nei suoi propositi artistici e dalla fiducia che ripone nel suo pubblico: “I miei obiettivi per gli anni a venire sono quelli di continuare a comporre bei dischi, utilizzando tutti i mezzi che ho a disposizione. Adesso ho molti più fan rispetto al passato, ma sento di avere un ottimo rapporto con loro. Considero i fan come buoni amici, e gli amici non dicono bugie”.

Stefano Masnaghetti
 

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