Nek il nuovo album è una svolta importante

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Il 16 aprile è uscito il suo undicesimo album di inediti intitolato semplicemente “Filippo Neviani”, ossia il suo nome all’anagrafe. Scelta che Nek rivela di avere una duplice lettura: “da una parte è il mio disco più personale, motivo per cui era giusto intitolarlo così. Dall’altra, invece, è un omaggio a mio padre Cesare, scomparso qualche mese fa. Ha sempre espresso il desiderio di vedere il mio nome e cognome sulla copertina del disco. Purtroppo, se n’è andato prima che potesse vederlo con i suoi occhi”, spiega il cantautore.
Un album che segna la svolta rock dell’artista emiliano: “Ho deciso di dare un’impronta rock a questo disco perché è il genere di musica che ho ascoltato di più nell’ultimo periodo. Il rock ti consente di sfogare le emozioni in modo energico e costruttivo, di conseguenza ti spingono ad andare avanti. L’importante è essere rock dentro, non fuori. Questo disco è un po’ la summa delle esperienze emotive che mi sono capitate negli ultimi tempi, dalla morte di mio padre alla nascita di Beatrice. Per lei ho scritto ben 54 canzoni!”

Qual è il pezzo che più identifica questa svolta musicale?
Hey Dio è sicuramente fra quelli che rappresentano maggiormente i pezzi. A proposito di Dio, quando ho fatto l’aiuto coach nella versione spagnola di The Voice, ho visto che i ragazzi parlavano di fede. E’ una cosa molto bella, perché ci sono numerosissimi cristiani che si vergognano di dire che credono. Io ho scoperto la religione un passo per volta, la fede mi ha aiutato ad essere più sereno, ad avere una visione della vita differente”.

Prima hai parlato di The Voice, cosa ne pensi dei talent?
C’è da dire che The Voice è diverso, perché la fase iniziale si basa sull’ascolto al buio, senza poter guardare chi sta cantando. Fermo restando che rispetto i talent, il vero successo si costruisce solo dopo una corposa gavetta”.

Come accade da diversi anni, “Filippo Neviani” verrà pubblicato anche in spagnolo, uscita prevista per l’11 giugno “per l’edizione spagnola dell’album, il singolo che abbiamo prescelto come primo estratto è Metà di niente, un brano in duetto col grande Sergio Dalma, e che potrebbe essere la miglior presentazione per il pubblico spagnolo”.
Filippo, come ormai è perennemente chiamato dal pubblico, tornerà in tour con i nuovi pezzi che arrangerà in modo diverso “dal vivo non utilizzerò synth né tastiere, bensì darò spazio alla mia vecchia passione il basso”.


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