Nicolò Cavalchini: la mia musica è arrivata anche in Messico

Divenuto famoso per i suoi concerti settimanali all’Entropia di Milano, che puntualmente registrano il tutto esaurito, Nicolò Cavalchini ha da poco pubblicato il suo primo disco, intitolato semplicemente “L’Album”. Ce ne parla ai nostri microfoni.

Ciao Nicolò, parlaci un po’ del tuo primo disco “L’Album”. Com’è nato e come si è sviluppato il progetto?
Ciao, certo! L’Album è un insieme di canzoni che in tutti questi anni ho lavorato, scritto e vissuto. Tutto è nato molti anni fa quando ho iniziato a scrivere, e da lì fino ad oggi ho collezionato moltissimi brani. L’album è la selezione di questi brani. Dopo tanti anni di Live, qualche successo nei singoli come “Vorrei mangiar la Nutella”, ho sentito l’esigenza di pubblicare un Album completo. Ecco qui!

Leggendo la tua biografia si trovano episodi della tua carriera artistica molto particolari, come quello che ha visto un tuo brano arrivare al successo in Messico. Ce lo puoi raccontare?
Questa è stata proprio una botta di fortuna come si suol dire…una cara amica Messicana un giorno portò la canzone “Vorrei mangiar la Nutella” in una radio “network” messicana dove lavora una sua amica…da lì è partito il tutto. La canzone fu messa in onda un po’ per gioco come novità, ma la richiesta del pubblico fece sì che andasse in alta rotazione…incredibile. Meccanismi difficilmente replicabili in Italia.

I tuoi live, soprattutto a Milano, registrano numeri da star mentre contemporaneamente hai appena fatto uscire il tuo primo disco. Come ti spieghi questa apparente contraddizione?
Beh sì anche a me sembra strano…eppure è così. Pensa che al mio sito sono registrati circa 3.000 amici (Fans mi sembra eccessivo), e la mia serata settimanale all’ Entropia di Milano registra una media di 800 persone…è davvero incredibile. A questa domanda non so nemmeno io come rispondere…

Hai intenzione di portare “L’album” in giro per l’Italia?
Per adesso sono molto impegnato con la promozione e con le serate milanesi, mi auguro dopo Natale di poter prevedere un mini tour, ma per il momento è solo in fase progettuale.

Da artista che ha studiato e ha fatto la cosiddetta gavetta, cimentandosi in vari aspetti della creatività musicale, cosa pensi del fenomeno talent show?
Tanta invidia…potessi avere io così tanta visibilità. Dal punto di vista artistico credo non sia molto positivo, gente come Vasco Rossi o Eros Ramazzotti sono convinto che verrebbero scartati ed è un peccato. Le case Discografiche non sono altro che aziende che devono raggiungere i loro budget, e con questo sistema sfornano artisti stagionali che li ripagano del poco investimento.

Che progetti hai per il futuro immediato?
Giocare nella nazionale cantanti!!! Questo è il mio sogno e lo ribadisco ad ogni intervista!! Chissà mai che qualcuno della Nazionale lo legga!!!

Claudia Piras

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