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Tarja in Italia a fine novembre, intervista al soprano del metal

tarja-italia-novembre-2016

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Soprano, compositrice e cantautrice, Tarja ha raggiunto la fama internazionale grazie alla sua militanza nei Nightwish, band symphonic metal finlandese di cui è stata co-fondatrice e voce per nove anni. Nel 2005 ha intrapreso la carriera solista, sempre in bilico tra rock e musica lirica, e ha attualmente all’attivo 7 album in studio. Il suo ultimo lavoro “The Shadow Self” è uscito ad agosto 2016, preceduto dall’album-prequel “The Brightest Void”, pubblicato a giugno dello stesso anno. Il tour che accompagna l’uscita dell’album, The Shadow Shows 2016, è in partenza tra pochi giorni e toccherà Firenze (28 novembre, Obihall) e Milano (Assago, 29 novembre, Teatro della Luna) a fine novembre. La data milanese in particolare è davvero imperdibile per i suoi fan: durante il concerto sarà infatti registrato uno dei prossimi lavori di Tarja, il DVD live che porterà il titolo di “Act II”. L’abbiamo raggiunta per parlare del nuovo album e di quello che ci aspetta nei prossimi live.

Sei sempre molto impegnata: solo nel 2016 ti sei occupata del tour, di ben due album e ora stai preparando l’uscita di un dvd live. Sembri non stancarti mai.
Mi piace essere sempre impegnata, negli ultimi due anni sono stata molto produttiva. Stavo lavorando all’album “The Shadow Self” e poi in realtà ne sono usciti due, poi c’è il tour e il fatto che io abbia avuto l’opportunità di lavorare con la musica classica. Trovare una sorta di armonia tra la musica classica e il rock è stato uno dei miei obiettivi della vita perché io sono arrivata al mondo del metal come cantante classica ma non ho mai abbandonato il mio lato classico, anzi è stato la mia forza e lo è ancora oggi. È incredibile avere la libertà di lavorare in entrambi questi mondi molto diversi, che mi completano. Ho molti progetti per il futuro, sia per quanto riguarda la musica rock che quella classica ed è bellissimo che io riesca a fare ciò che amo di più.

Parliamo dei due album: “The Brightest Void” e “The Shadow Self”. Sono due lavori che riflettono molto bene il tuo eclettismo: “The Shadow Self” è più dark e pesante mentre “The Bightest Void” ha dei tratti più melodici, ma in un certo senso tutta la tua carriera rispecchia questa tua doppia anima, non credi?
È stupendo che le persone abbiano finalmente visto questa mia doppia anima. Ogni volta che pubblico un album so che non sarà una cosa facile, né per me né per chi mi ascolta. In un certo senso si aspettano questo da me, io li sfido così come sfido me stessa come songwriter e come cantante. La musica per me significa non smettere mai di imparare qualcosa di nuovo.

La traccia di apertura di “The Shadow Self” è “Innocence”, un pezzo con un messaggio molto forte contro la violenza domestica, sottolineato anche dal video. Come artista e come madre che tipo di futuro vedi per le donne in generale e per tua figlia?
È difficile dirlo, e mi spaventa anche solo pensare a come sarà il mondo tra vent’anni. Le donne in generale combattono da sempre per i propri diritti. Io vengo da un Paese che è stato tra i primi, se non il primo, a creare delle leggi per garantire parità di diritti tra uomo e donna. Non ho mai avuto problemi per il fatto di essere una donna che lavora nel mondo della musica rock, ma sicuramente ho dovuto dimostrare di avere le palle, perché ci vogliono le palle per fare quello che faccio. Bisogna essere forti e coraggiose e farsi prendere sul serio, ed è quello che tutte le donne devono fare, soprattutto considerando che siamo più forti degli uomini sotto tutti gli aspetti, secondo me (ride). È una lotta costante e ci sono degli splendidi esempi di donne forti che possono dare l’esempio.

La seconda traccia dell’album è “Demons in You”, che canti con Alyssa White-Gluz, e ancora una volta torniamo a parlare di eclettismo e di due face della stessa medaglia: cambia il mood rispetto alla traccia precedente e le vostre due voci creano un nuovo contrasto insieme. Come è nata la collaborazione con Alyssa?
Lei è l’opposto di me vocalmente, io non potrei cantare in growl come fa lei, la mia voce è molto pulita e la sua è all’opposto ed è una combinazione perfetta proprio per questo: “The Shadows Self” parla proprio dei poli opposti della vita, di amore e odio, inferno e paradiso, quindi lei interpreta perfettamente il tema centrale dell’album. Non ho pensato a chiederle di collaborare fino a quando non ho registrato le mie parti vocali, a quel punto mi sono resa conto che c’era bisogno della sua voce in quella canzone. Questo genere di cose succedono spesso durante il processo di produzione: scrivo una canzone, registriamo la musica, produco l’album…è un percorso molto lungo, nel corso del quale può arrivare l’ispirazione. Io tengo sempre la mente molto aperta e tutto può accadere. In questo caso mi sono resa conto di avere bisogno della sua voce e lei è stata fantastica.

Nei due album ci sono molti altri special guest: Michael Monroe, Chad Smith e tuo fratello Toni. Come è nata invece la collaborazione con loro?

Di solito mentre scrivo ho già delle idee su come vorrei registrare la canzone e su come vorrei produrla. Poi cerco tra le persone che ho a disposizione quella più giusta per quel pezzo. Per esempio Chad Smith è da molto tempo un buon amico del mio bassista, suonano insieme in una band e lui mi aveva detto già qualche anno fa: “Se hai una canzone per Chad fammelo sapere e posso coinvolgerlo”. Io ero piuttosto diffidente, non credevo che il batterista dei Red Hot Chili Peppers avrebbe suonato nel mio disco, ma poi l’ho coinvolto e alla fine ha suonato in molte canzoni dell’album. Questo genere di cose succedono spesso, i musicisti si conoscono tra loro e sei coraggiosa abbastanza da aprirti e da chiedere la collaborazione di altri qualche volta la magia si avvera.

Parliamo delle cover: “House Of Wax” di Paul McCartney, “Supremacy” dei Muse e la colonna sonora di James Bond, “Goldfinger”. Perché hai scelto questi pezzi?
“Goldfinger” è una canzone che mi è stato chiesto di cantare anni fa in una trasmissione tv finlandese, che ho trovato molto difficile e che mi è rimasta in testa. Poi l’abbiamo riproposta insieme alla mia band in una versione più heavy durante alcune date del tour sudamericano di qualche anno fa e mi è piaciuta molto, è un pezzo molto divertente e io amo i film di James Bond. Per quanto riguarda “House Of Was” di Paul McCartney, la prima volta che l’ho sentita ho pensato “Wow, è davvero una canzone di grande ispirazione”, è super dark, molto diversa dagli altri pezzi di Paul McCartney e emozionalmente mi sono subito sentita in sintonia con il brano, e ho voluto cantarlo. Infine c’è il pezzo dei Muse, che ho scelto perché sono una loro grande fan, li rispetto molto e questa canzone in particolare è una grande sfida per un cantante, Bellamy è un eccellente cantante e musicista. Ogni volta che sentivo quella canzone sentivo la mancanza di una chitarra più heavy e mi dicevo “Maledizione, devo farla io, solo per me!”. E una volta per tutte ne ho fatta una versione davvero heavy, divertendomi molto.

Sarai live in Italia il 28 novembre, a Firenze, e il 29 novembre, a Milano, dove registrerai il tuo DVD live “Act II”. Perché hai scelto Milano per le registrazioni?
Ho solo dei bellissimi di ricordi di Milano e del pubblico Milanese, di tutta l’Italia in generale, ma questa volta ho scelto Milano per la location. Non cercavo uno di quei bellissimi teatri di cui l’Italia è piena ma avevo bisogno di una location più industrial, con un grande pubblico e ricordando le emozioni che quel luogo mi ha già dato ho pensato subito a Milano.

Cosa stai preparando per quel live? Puoi darci qualche anticipazione?
Sarà un concerto molto lungo, una produzione speciale con maxi schermi e tante novità, sarà qualcosa di diverso rispetto agli show precedenti. Naturalmente sarà uno show per presentare “The Shadow Self” ma dal momento che registrerò il mio DVD suoneremo canzoni di tutti i miei album e sono sicura che mi divertirò moltissimo insieme al pubblico.

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