Film nelle sale dal 25 marzo

Anche il 25 marzo 2011, come un po’ tutti i 25 marzi passati e probabilmente buona parte di quelli futuri, si va al cinema. Ma a vedere che? Più che altro, a questo giro, “Sucker Punch”, nuova pellicola dark e d’avventura di Zack Snyder che col suo trailer ci ha fatto sbavare, e non tanto perché ci sono svariate belle ragazze in gonnellina, quanto piuttosto per la qualità visiva messa in gioco. La sensazione, in ogni caso, è che Snyder con la storia di Baby Doll (Emily Browning), una ragazza orfana rinchiusa in un terrificante istituto, la cui unica via di fuga passa per un mondo fantastico, popolato di soldati, dragoni e samurai, possa soltanto azzeccarci in pieno o fallire clamorosamente. Niente mezze misure. E noi saremo lì, ad aspettarlo all’uscita del cinema, pronti a lanciargli i coriandoli o le pietre.


Amici, amanti e…”. E poi lo si è già capito, dai. Ma non importa, il nuovo film di Ivan Reitman è più che altro una scusa per vedere Natalie Portman e Ashton Kutcher che fanno roba, quindi anche se l’esito della relazione inizialmente solo sessuale di Emma e Adam è piuttosto scontato, va bene lo stesso. “Frozen”, invece, non è il nome di un nuovo ghiacciolo della Algida, bensì di un thriller di Adam Green in cui tre ragazzi rimangono bloccati sulla seggiovia di un impianto sciistico e rischiano di rimanere congelati. Come un ghiacciolo, per l’appunto.

In “Non lasciarmiAndrew Garfield, Keira Knightley e Carey Mulligan sono tre ragazzi che, in un presente alternativo, frequentano un college all’apparenza perfetto. Ma ad attenderli c’è un’inquietante scoperta riguardo al loro futuro prossimo e, se il regista Mark Romanek non ha fatto confusione con i tempi verbali, dovranno per forza di cose fare i conti con il loro passato. Roberto Faenza e Filippo Macelloni raccontano l’ascesa del nostro presidente del Consiglio in “Silvio Forever”: come se Berlusconi non fosse già abbastanza onnipresente, ora ce lo ritroviamo pure su grande schermo. Chiude “Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata”, di Carlo Vanzina, che dopo più di venticinque anni torna a lavare i panni sporchi della Moda milanese. Solo che ormai puzzano di vecchio.

Marco Agustoni

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