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Pastis: immagini e musica insieme in un ‘pollaio elettronico’

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Pastis, interessante progetto che unisce musica e immagini. Ecco cosa c’hanno raccontato i due fratelli Lanza…

 

Siete fratelli: da questo intuisco che vi conoscete da una vita. Eppure avete iniziato a collaborare solo nel 2005, come mai? E qual è la scintilla che vi ha portato a lavorare insieme?
Spesso non ci si accorge di avere esattamente in casa cio’ che si cerca.  Io in musica e Marco nell’immagine cercavamo le stesse cose con lo stesso linguaggio, più o meno. Ci sono voluti 20 anni per accorgersene, ma va bene così.
Pastis non è però la somma algebrica di noi due: è molto di più.

Quanto ha influito il progetto Pastis sulle vostre carriere individuali?
Sta influenzando. Nel senso che Pastis sta catalizzando anche le nostre singolo forze, tant’è che a volte ci sembra che tutto quello che facciamo sia Pastis.

Passate dalla chitarra acustica all’elettronica al rock al post rock: come scegliete gli abbinamenti fra musica e immagini?
Senza preconcetti. Seguiamo la nostra sensibilità. Non importa cosa usiamo di strumenti o di stile, ma come li usiamo, perchè fondamentalmente Pastis è solo un linguaggio che si può applicare su qualsiasi materia.
Non abbiamo un tipo di visual o di musica preferito. Personalmente amo qualsiasi genere di musica. Esco dal Conservatorio, passo dal pop e finisco nel postrock.

Avete dei modelli ai quali vi ispirate, sia a livello visivo sia a livello musicale? Quali sono gli artisti che più vi hanno ispirato?
Troppi per elencarli. Tendenzialmente non siamo fan. Non abbiamo un modello. O meglio, cambiamo modelli continuamente.

Cosa volete esprimere attraverso la vostra arte? Alla base c’è qualcosa di simile a un ‘manifesto programmatico’ oppure quel che fate si evolve liberamente passo dopo passo?
Bella domanda. Ancora non l’abbiamo capito. Di indole siamo più per seguire fedelmente una linea decisa a priori da un manifesto, poi però ci accorgiamo che quado facciamo così i risultati sono meno  convincenti; e allora ci facciamo condurre dal caso e dalla fortuna, e alla fine teniamo solo ciò che ci piace.

Cos’ha significato per voi vincere il premio Ciampi?
Una inaspettata e graditissima sorpresa.

E com’è andato il concerto – spettacolo che avete tenuto per l’occasione?
Bene. E’ stata l’occasione per tirare fuori lo spettacolo live di Pastis.

E chi ha avuto l’idea di mettere la foto di Carlo Azeglio al posto di quella di Piero?
Non ricordo. Ancora non ho capito se è una idea o una cazzata. O entrambe le cose.

Come descrivereste un vostro spettacolo a chi non l’ha mai visto?
Un pollaio elettronico.

Avete già pensato a pubblicare un DVD contenente le vostre creazioni?
Ora che lo chiedi sì.

Classica domanda conclusiva: progetti futuri?
Classica risposta conclusiva. Pastis.

Stefano Masnaghetti

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