Musiche di Marco Enrico Bossi a Santa Prassede, Roma

Se non altro per contemplare i bellissimi mosaici della chiesa basilicale di Santa Prassede, se non altro per ascoltare la splendida voce dell’organo della pontificia ditta Giovanni Tamburini (datato 1942) fossi in voi, miei amati lettori dell’ “Angolo del Maestro”, verrei senza indugio ad ascoltare i concerti, ad ingresso libero, che si tengono alla domenica (ore 19:00) a cadenza settimanal/quindicinale.

Il 23 ottobre il Maestro Andrea Macinanti, ottimo interprete, ci ha proposto una sintesi delle opere del ‘primo’ Marco Enrico Bossi (1861-1925).

Questo artista, figlio d’arte e, se si può dire, padre d’arte, ebbe una triplice carriera: di compositore, di interprete e di didatta.

Nato nell’anno dell’Unità d’Italia fu apprezzato forse più all’estero che in Patria (dove nessuno è profeta!), anche se ebbe importanti incarichi sia come organista (a Como) che presso vari conservatori, compreso quello di Santa Cecilia, in Roma.

Vissuto in un momento musicale dove era soprattutto la lirica ad imporsi sulla scena musicale, riuscì comunque ad affermare un momento strumentale sulla scia del post-romanticismo di Johannes Brahms. Apprezzato anche da Giuseppe Verdi, notoriamente assai avaro di complimenti, ed in seguito da Giacomo Puccini, ebbe un’intensa attività concertistica che lo portò a viaggiare sia in Europa che oltreoceano.

Suo anche un “Metodo teorico-pratico per lo studio dell’organo” che fu testo di riferimento per la tecnica organistica moderna.

Il repertorio di questa sera si muoveva tra un “Preludio Festivo”, di severa impronta bachiana ad uno “Scherzo”, ispirato a Beethoven ad una “Siciliana”, un puro esercizio di stile nell’omonima forma barocca.

Molto bello anche il finale della “Seconda Sonata”. Dalle armonie di Bach, dunque, alle inquietudini di fine ‘800, con accenni ed evocazioni che si legano, in qualche modo, alla musica di Ottorino Respighi.

Marco Lorenzo Faustini

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